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Applicazione dell'AI Act: il divieto sui deepfake colpisce i parlamentari

Il 5 ottobre un rapporto di Agora Digitale Transformation ha rivelato che 50 deputati del Parlamento europeo sono stati presi di mira da pornografia deepfake. Da qui la richiesta trasversale di applicare con rigore il divieto dell'AI Act sulle app nudifier, in vigore dal 2 dicembre.

SaluteSpiegatoSara GalloPubblicato: 9 ottobre 20264 min di letturaFonti 10
Applicazione dell'AI Act: il divieto sui deepfake colpisce i parlamentari

Il 5 ottobre Agora Digitale Transformation ha pubblicato un'inchiesta sulla pornografia deepfake non consensuale che colpisce esponenti politici europei. Il rapporto indica 50 deputati del Parlamento europeo come vittime, tra cui 46 donne. È circa una deputata su sei.

Politico ha riferito il 5 ottobre che l'UE sta indagando sull'uso di Grok sulla piattaforma social X. L'indagine si affianca al divieto sulle app nudifier alimentate dall'IA, previsto per il 2 dicembre. L'applicazione delle regole è passata da priorità giuridica a priorità politica. A spingere il cambiamento sono le vittime illustri.

Il 30 settembre un gruppo trasversale di 119 eurodeputati ha inviato una lettera alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e ad altri leader dell'UE. Hanno chiesto un'applicazione efficace del divieto e una rapida conclusione dell'indagine su Grok. «Non possono esserci scappatoie né ritardi», ha detto Lena Schilling, eurodeputata austriaca dei Verdi e firmataria, secondo Politico.

La sfida dell'applicazione

Benjamin Shultz, coautore del rapporto, ha osservato che i politici non possono sottrarsi alla presenza della propria immagine online. Questo li rende bersagli vulnerabili per i nudifier basati sull'IA. Secondo Shultz la Commissione deve chiamare a rispondere tutti i soggetti coinvolti, compresi i gestori dei pagamenti e i registrar dei domini che, anche senza volerlo, tengono in piedi il settore. Shultz ha anche suggerito alla Commissione di valutare la deindicizzazione dei siti nudifier dai motori di ricerca, per ridurne la visibilità. In pratica l'applicazione è complessa. L'infrastruttura dietro queste app è decentralizzata e spesso gestita da soggetti fuori dalla giurisdizione diretta dell'UE.

Le autorità europee stanno passando dalla stesura dei quadri normativi al controllo attivo. I critici descrivono spesso l'AI Act come lento e burocratico, ma lo scandalo dei deepfake ha imposto una risposta più rapida. L'UE usa i poteri normativi che già ha per premere sulle piattaforme e farle agire prima della data ufficiale del divieto. È un caso di prova per capire come Bruxelles affronterà altre violazioni in materia di IA, soprattutto quelle che riguardano modelli generativi difficili da verificare. L'esito definirà i meccanismi di conformità futuri in tutti gli Stati membri.

Il 7 ottobre Tech.eu ha riferito che Cecilia Bonefeld-Dahl, direttrice generale di DIGITALEUROPE, ha sostenuto che l'Europa non può arrivare alla leadership tecnologica a colpi di regolamenti. Ha chiesto un accesso più rapido ai finanziamenti e meno complessità normativa. Ha ipotizzato che il ritmo attuale dell'applicazione possa frenare l'innovazione anche oltre la sicurezza dell'IA. Nasce così una tensione tra una governance rigorosa dell'IA e un ecosistema tecnologico competitivo. Gli imprenditori del settore sostengono spesso che i costi elevati di conformità spingono l'innovazione altrove. Le autorità replicano citando i benefici per la tutela dei consumatori che derivano da regole severe.

Il contesto più ampio della governance dell'IA

L'attenzione dell'Europa alla regolamentazione dell'IA non si ferma ai deepfake. L'8 ottobre ZDNET ha parlato del «No Robo Bosses Act» della California, una legge che protegge i lavoratori dalle decisioni sul personale interamente automatizzate. È una legge statale degli Stati Uniti, ma segnala una tendenza globale: le autorità intervengono sul ruolo dell'IA nel lavoro. L'UE segue da vicino questi sviluppi. L'AI Act copre anche i sistemi di IA ad alto rischio, compresi quelli usati nel lavoro e nell'istruzione. Sono sforzi che indicano una spinta globale verso un controllo più severo delle decisioni automatizzate nei settori sensibili.

Negli Stati Uniti le recenti lezioni di Peter Thiel a Nashville hanno richiamato l'attenzione sulla politica della regolamentazione dell'IA. Il 9 ottobre Gizmodo ha riferito che Thiel ha descritto la regolamentazione dell'IA come una minaccia esistenziale. Ha interessi finanziari rilevanti in aziende di IA e ha collegato la questione a concetti teologici. La sua retorica riflette una resistenza diffusa alla governance dell'IA in una parte dell'industria tecnologica statunitense. L'approccio dell'UE è più regolatorio. La sua azione sui deepfake può servire da contro-narrazione: il blocco applicherà le proprie regole anche quando si oppongono gli operatori che traggono vantaggio da controlli più blandi.

Con l'avvicinarsi del divieto del 2 dicembre, la Commissione affronta una prova decisiva. La sua credibilità dipenderà dalla capacità di far rispettare l'AI Act alle piattaforme potenti. Il fatto che siano stati presi di mira 50 eurodeputati ha alzato la posta. Una questione tecnica di applicazione è ormai una questione di sicurezza politica. L'indagine su Grok e il divieto sui nudifier detteranno la linea della governance dell'IA in Europa per anni. Le autorità non scrivono più solo regole. Cercano di proteggere i cittadini da sistemi di IA senza controlli, che funzionano con una supervisione umana minima.

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Fonti

10
  1. 0150 members of European Parliament targeted by deepfake porn, report saysEN
  2. 02DIGITALEUROPE: Europe can’t regulate its way to tech leadershipEN
  3. 03Regulators are trying to protect you from being fired by AI – here’s howEN
  4. 04Peter Thiel: You Know Who Else Wants to Regulate AI? The AntichristEN
  5. 05How Tesla Is Pressuring European Regulators To Approve FSDEN
  6. 06Tesla leaned on Dutch regulator to ease its FSD review, emails showEN
  7. 07European startups raise €15.8B in September, nearly five times August's totalEN
  8. 08Dealroom CEO says Europe’s first trillion-dollar startup may already existEN
  9. 09Endeavor Catalyst doubles down on Europe with $320M Fund VEN
  10. 10Delivery Hero alumni have built 150 startups worth €7.5BEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Sara Gallo

Sara Gallo

Scienza e salute

Sara Gallo scrive di scienza e salute per FLASH24, partendo da studi originali, comunicati di enti di ricerca e dati di agenzie sanitarie, senza fermarsi ai titoli. Per ogni articolo controlla campioni, intervalli di confidenza e conflitti di interesse, confrontando i numeri con le serie storiche di ISS ed Eurostat. Segue le revisioni sistematiche in uscita e attende i briefing del ministero della Salute, parlando con ricercatori e clinici prima di pubblicare. La sua formazione in fisica dei materiali e il telescopio che usa nel tempo libero si ritrovano nella cura con cui legge misure e immagini. Non pubblica stime senza fonte primaria.

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