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La fusione privata annuncia tre primati in sei mesi, ITER aspetta ancora

Helion sostiene che il suo prototipo Polaris sia la prima macchina a fusione sviluppata da privati ad aver funzionato con combustibile deuterio-trizio e ad aver raggiunto 150 milioni di gradi Celsius. È uno dei tre risultati del settore privato annunciati tra febbraio e luglio 2026.

ScienzaAnalisiSara GalloPubblicato: 27 settembre 20265 min di letturaFonti 4
La fusione privata annuncia tre primati in sei mesi, ITER aspetta ancora

L'annuncio arriva dalla sala stampa di Helion, il 13 febbraio 2026. Polaris, il prototipo di settima generazione dell'azienda, ha prodotto una fusione deuterio-trizio misurabile e ha toccato temperature del plasma di 150 milioni di gradi Celsius. Helion ha sede a Everett, nello stato di Washington, e ha acceso Polaris alla fine del 2024.

Secondo l'azienda, 100 milioni di gradi Celsius sono la soglia di temperatura del plasma per una macchina a fusione commercialmente rilevante. Il prototipo di sesta generazione, Trenta, aveva già raggiunto quel traguardo. Il nuovo dato è quindi un record che Helion ha battuto da sola. La campagna D-T è un passo di un programma di test più lungo. Helion dice che continuerà ad alzare le temperature in Polaris per arrivare alle condizioni della fusione deuterio-elio-3, il combustibile che intende usare nelle operazioni commerciali. Quel lavoro proseguirà nelle prossime campagne di test.

Nel comunicato sono citati due ricercatori esterni. Ryan McBride, che ha lavorato ai Sandia National Laboratories e ha insegnato ingegneria nucleare all'Università del Michigan, ha detto di aver esaminato i dati diagnostici e di giudicare entusiasmanti le prove della fusione D-T e delle temperature superiori a 13 keV. Alan Hoffman, che ha guidato i primi lavori sulla configurazione a campo invertito all'Università di Washington, ha detto di continuare a vedere la tecnologia scalare. Entrambe le citazioni vengono dall'annuncio dell'azienda, non da una pubblicazione indipendente sottoposta a revisione paritaria.

Altri due risultati, entrambi con asterischi

Realta Fusion sostiene di essere diventata la prima azienda privata di fusione a dimostrare la conversione diretta dell'energia cinetica del plasma in elettricità. Il risultato è del 19 giugno 2026 e arriva dal lavoro con l'Università del Wisconsin-Madison sul dispositivo prototipo WHAM. Il convertitore, installato al posto di un disco centrale sull'assieme dell'anello terminale, rallenta con un potenziale elettrostatico le particelle cariche che escono dal cono di perdita dello specchio magnetico e ne trasforma l'energia cinetica in corrente. Realta afferma che il dispositivo a stadio singolo assorbe diversi ampere a circa 100 volt, quanto basta per accendere qualche lampadina.

L'azienda è esplicita sui limiti. Non si tratta di produzione netta di elettricità né di conversione su larga scala della potenza generata dalla fusione. WHAM è uno specchio magnetico in scala prototipale che funziona solo a deuterio, quindi la maggior parte dell'energia convertita è potenza in ingresso, non produzione di fusione. Realta dice che scalerà il convertitore fino a una capacità di più kilowatt e, in futuro, di più megawatt su dispositivi nuovi.

Il contributo di Thea Energy sono soldi e approvazione di progetto, non plasma. Il 27 maggio 2026 l'azienda di Kearny, nel New Jersey, ha annunciato un round di Serie B da 100 milioni di dollari guidato dall'US Innovative Technology Fund di Thomas Tull, con General Innovation Capital Partners, Linse Capital e una lunga lista di altri investitori. Thea sta commercializzando lo stellarator, un progetto a confinamento magnetico nato nel 2022 dalla Princeton University e dal Princeton Plasma Physics Laboratory.

Il finanziamento arriva dopo la certificazione, da parte del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, della tappa di progetto preconcezionale Helios di Thea. Secondo l'azienda è il primo beneficiario a ricevere quel riconoscimento nell'ambito del programma Milestone-Based Fusion Development del DOE. Thea afferma di aver costruito e fatto funzionare un array di magneti superconduttori in grado di produrre i campi complessi di cui gli stellarator hanno bisogno. Prevede di scegliere un sito per il suo sistema integrato Eos entro la fine dell'anno.

Il confronto che nessuno può evitare

Di fronte a questo c'è ITER, il progetto internazionale finanziato con fondi pubblici nel sud della Francia, descritto da CNET nel maggio 2026 come la più grande scommessa mondiale sull'energia da fusione. La camera a vuoto a forma di ciambella è progettata per contenere il plasma a 150 milioni di gradi Celsius, la stessa temperatura che Helion rivendica ora, ma su scala enormemente maggiore e con magneti superconduttori mantenuti a pochi gradi sopra lo zero assoluto. CNET stima il costo in 22 miliardi di dollari, con altri 5 miliardi necessari dopo che nel 2020 sono state trovate crepe nelle tubazioni dello scudo termico, oltre a deformazioni delle saldature e alle interruzioni causate dalla pandemia.

Il ritardo conta per come vanno letti i risultati privati. Lo scopo di ITER è risolvere i problemi una volta sola, in pubblico, per più di 30 Stati membri i cui ricercatori hanno accesso alla scienza. Come ha detto a CNET il consigliere strategico capo di ITER, Laban Coblentz, il progetto è diventato un modello di come Paesi di orientamento diverso possano lavorare insieme per decenni. Javier Artola, scienziato che modella il comportamento del plasma di ITER, lo ha definito la conoscenza del mondo.

Le macchine private possono andare più veloci anche perché tentano meno. I 150 milioni di gradi di Helion sono stati raggiunti in un dispositivo che l'azienda definisce un prototipo, non una centrale elettrica. Il convertitore di Realta ha acceso lampadine. La tappa di Thea è una certificazione di progetto, non un reattore in funzione.

Cosa è davvero dimostrato

Tre cose si possono affermare con ragionevole certezza. Le aziende private della fusione producono ora dati su cui esperti esterni sono disposti a commentare pubblicamente, anche se quei commenti sono allegati a comunicati stampa aziendali. Le strade tecniche differiscono nettamente: la configurazione a campo invertito di Helion, lo specchio magnetico di Realta, lo stellarator di Thea e il tokamak di ITER non sono varianti di una stessa macchina.

E il divario tra un risultato e una centrale elettrica resta ampio. Helion dice di aver iniziato la costruzione nel luglio 2025 nel sito di Orion a Malaga, nello stato di Washington, dove intende fornire elettricità da fusione alla rete per Microsoft. Thea punta a costruire il suo primo impianto Helios prima della fine del decennio e dice di essere in trattative con più di una dozzina di potenziali acquirenti di energia.

Nessuna delle aziende ha pubblicato una dimostrazione sottoposta a revisione paritaria di un guadagno energetico netto. Finché una non lo farà, il riassunto onesto è che il settore ha diversi primati credibili, ciascuno più stretto del titolo, e un progetto pubblico in Francia che è in ritardo, fuori budget e resta comunque il punto di riferimento con cui tutti si misurano.

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Fonti

4
  1. 01Helion Achieves New Fusion Energy MilestonesEN
  2. 02A look inside ITER, the world's largest fusion energy projectEN
  3. 03Thea Energy Raises $100M Series B Funding to Build Scalable Fusion Power PlantsEN
  4. 04A Fusion First: Realta Demos Direct Energy ConversionEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Sara Gallo

Sara Gallo

Scienza e salute

Sara Gallo scrive di scienza e salute per FLASH24, partendo da studi originali, comunicati di enti di ricerca e dati di agenzie sanitarie, senza fermarsi ai titoli. Per ogni articolo controlla campioni, intervalli di confidenza e conflitti di interesse, confrontando i numeri con le serie storiche di ISS ed Eurostat. Segue le revisioni sistematiche in uscita e attende i briefing del ministero della Salute, parlando con ricercatori e clinici prima di pubblicare. La sua formazione in fisica dei materiali e il telescopio che usa nel tempo libero si ritrovano nella cura con cui legge misure e immagini. Non pubblica stime senza fonte primaria.

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