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Un giudice archivia con pregiudiziale la causa da 10 miliardi di dollari di Trump contro il Wall Street Journal

Un giudice federale di Miami ha archiviato con pregiudiziale, sabato 31 ottobre, la causa per diffamazione da 10 miliardi di dollari intentata dal presidente Donald Trump contro il Wall Street Journal e Rupert Murdoch. La sentenza impedisce di ripresentare il ricorso sulla lettera di compleanno del 2003 indirizzata a Jeffrey Epstein.

Media e internetAnalisiChiara RomanoPubblicato: 5 novembre 20263 min di letturaFonti 27
Un giudice archivia con pregiudiziale la causa da 10 miliardi di dollari di Trump contro il Wall Street Journal

La sentenza conta 20 pagine. È arrivata più di sei mesi dopo che il giudice distrettuale statunitense Darrin Gayles aveva respinto il caso per la prima volta in aprile.

Per i lettori l'effetto è limitato; per il diritto no. Il criterio della malizia effettiva, che Trump non è riuscito a soddisfare, vale per ogni funzionario pubblico che cita in giudizio una redazione. Il giudice non ha stabilito se Trump abbia scritto la lettera al centro della vicenda.

Un secondo rigetto, questa volta con pregiudiziale

Gayles aveva respinto la denuncia originale di Trump in aprile, perché non allegava in modo adeguato la malizia effettiva. Aveva concesso una sola versione modificata, che Trump ha depositato in maggio. L'ordinanza di sabato ha respinto anche quella, per lo stesso motivo. "Come nel suo primo tentativo, non è riuscito", ha scritto Gayles. Ha aggiunto che la denuncia modificata, "annaspando", cercava di "fabbricare difetti nell'indagine". Ha definito le accuse di malizia "conclusive, vaghe, talvolta incoerenti con l'articolo e spesso irrilevanti".

Perché ha deciso la malizia effettiva

Le figure pubbliche che citano per diffamazione devono dimostrare che l'editore sapeva che un'affermazione era falsa o ha mostrato indifferenza sconsiderata verso la sua veridicità. Gayles ha ancorato la decisione a New York Times Co. v. Sullivan, la sentenza della Corte Suprema del 1964 che ha fissato quel criterio. Trump sosteneva che il Journal non avrebbe dovuto pubblicare dopo la sua smentita di aver scritto la lettera. Gayles ha respinto la tesi: accettarla avrebbe permesso alle figure pubbliche di bloccare il giornalismo scomodo, e sarebbe stato "in contrasto con il Primo Emendamento". Ha anche osservato che l'articolo informava i lettori che Trump aveva definito la lettera un falso e aveva negato di averla scritta. Il giudice ha detto che il Journal aveva svolto un'"indagine accurata e dettagliata".

Gli avvocati del giornale hanno sostenuto che la storia era accurata. Hanno detto che i loro giornalisti non hanno pubblicato consapevolmente informazioni false né le ritenevano probabilmente false. Gayles ha anche definito "un depistaggio" i riferimenti della causa a Ghislaine Maxwell, perché non dimostravano che i giornalisti avessero dubbi seri.

La lettera al centro

Il Wall Street Journal ha pubblicato la storia il 17 luglio 2025. Descriveva un biglietto e un disegno a sfondo sessuale. Secondo il giornale, il biglietto e il disegno portavano il nome di Trump in un album di compleanno realizzato per i 50 anni di Epstein nel 2003. Trump ha fatto causa il giorno dopo. Il giornale ha riferito che la lettera si chiudeva con l'augurio che ogni giorno fosse "un altro meraviglioso segreto". Trump ha negato di averla scritta e ha definito l'articolo falso, malevolo e diffamatorio. La Commissione di vigilanza della Camera ha diffuso un'immagine della lettera proveniente dal patrimonio di Epstein in settembre 2025. L'immagine recava la firma di Trump. Il Journal non aveva pubblicato l'immagine in origine.

Ghislaine Maxwell sta scontando una pena di 20 anni per il suo ruolo nella rete di traffico sessuale di Epstein. Secondo le ricostruzioni, ha raccolto lei l'album.

Convenuti, danni e appello

La causa citava il Wall Street Journal, Rupert Murdoch, News Corp, Dow Jones & Co. e i due giornalisti autori della storia, Khadeeja Safdar e Joe Palazzolo. La maggior parte dei resoconti indica in 10.000.000.000 di dollari la richiesta di risarcimento. Variety ha riferito che la denuncia iniziale chiedeva almeno 20.000.000.000 di dollari su due capi di diffamazione. Un portavoce di Dow Jones ha dichiarato: "Siamo soddisfatti della decisione della corte". Un portavoce del team legale di Trump ha detto che il presidente "continuerà a portare avanti la sua causa di grande peso contro il Wall Street Journal e tutti gli altri convenuti".

Cosa succede ora

L'appello è la strada che il team del presidente dice di voler intraprendere. La questione delle spese spetta al Journal. Gayles ha detto che il giornale potrà chiedere il rimborso delle spese legali. Il giornale non ha precisato se lo farà.

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Fonti

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  2. 02Judge Dismisses Trump's Wall Street Journal Defamation Lawsuit Over Published Epstein 'Birthday Book' for a Second TimeEN
  3. 03Judge dismisses Trump suit against Wall Street Journal, Murdoch over Epstein letterEN
  4. 04Judge dismisses Trump lawsuit against Wall Street Journal over Epstein birthday letterEN
  5. 05US judge dismisses Trump's $10 billion defamation lawsuit against Wall Street Journal, MurdochEN
  6. 06Trump loses legal battle over Epstein-linked Wall Street Journal caseEN
  7. 07Trump defamation suit against Murdoch, WSJ over Epstein letter dismissed with prejudiceEN
  8. 08Federal Judge Dismisses Trump’s $10 Billion Lawsuit Against Wall Street Journal over Epstein Reporting - Democracy Now!EN
  9. 09Federal judge dismisses Trump administration’s Harvard admissions probe case - CNNEN
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I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Chiara Romano

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IA, modelli e tecnologie

Chiara Romano scrive di tecnologia, IA e modelli, media e internet per FLASH24, partendo da documentazione tecnica, repository e specifiche invece che da comunicati stampa. Per ogni modello o piattaforma che segue controlla versioni, licenze, parametri e benchmark, e verifica i numeri confrontandoli con i dati originali o con test indipendenti. Confronta le schede tecniche tra fornitori, parla con sviluppatori e amministratori di sistema, e tiene d'occhio le finestre di rilascio e le modifiche ai termini d'uso. Fuori dalla redazione gestisce self-hosting e reti domestiche, esperienza che le serve per capire come funzionano davvero i servizi che racconta. Non pubblica una notizia se la fonte primaria non è verificabile.

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