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Il parere della Corte UE: i chatbot IA possono violare il diritto d'autore. Gli editori fanno causa a Brave

L'avvocato generale Maciej Szpunar ha scritto in un parere che chatbot IA come Gemini possono violare il diritto d'autore degli editori quando riproducono articoli di giornale nelle risposte. È il primo caso della Corte di giustizia dell'Unione europea che riguarda l'IA generativa. Lo stesso giorno, il 2 novembre 2026, The New York Times e altri tre editori hanno citato in giudizio Brave per copia e aggiramento dei paywall.

Media e internetSpiegatoGiulia FerrariPubblicato: 4 novembre 20263 min di letturaFonti 21
Il parere della Corte UE: i chatbot IA possono violare il diritto d'autore. Gli editori fanno causa a Brave

Il parere dell'avvocato generale UE tutela gli editori rispetto alle risposte dei chatbot

Szpunar ha emesso il suo parere nel primo caso della Corte di giustizia dell'Unione europea che coinvolge l'IA generativa.

Se i giudici seguiranno questo ragionamento, i motori di risposta basati su IA potrebbero aver bisogno di licenze per i testi che mostrano, e i lettori potrebbero trovare i paywall più difficili da aggirare. Il parere non è vincolante e nessuna causa di questa ondata è stata decisa. Restano da chiarire l'ampiezza di un'eventuale licenza e l'entità di un eventuale risarcimento.

Secondo Szpunar, la riproduzione da parte di un chatbot dipende da come ha ottenuto l'articolo. Accedere a un testo in modo illecito, per esempio aggirando un paywall, pesa contro il gestore. I diritti degli editori, ha aggiunto, coprono la specifica forma espressiva, non i fatti riportati, e la legge non deve attribuire a nessuno un monopolio sulle notizie. La violazione del diritto di rendere disponibile un contenuto si accerta in genere quando la forma espressiva nelle risposte è sistematicamente riconoscibile. A quel punto i lettori non hanno più motivo di aprire l'originale.

I giudici della Corte si pronunceranno più avanti e il tribunale ungherese che ha rinviato il caso è vincolato a quella decisione.

La vicenda è iniziata in Ungheria. Like Company, che gestisce diversi portali di notizie, ha citato Google in giudizio davanti a quel tribunale, sostenendo che Gemini ha riprodotto i suoi testi protetti da diritto d'autore senza autorizzazione e li ha resi disponibili al pubblico. Il tribunale di Budapest ha sottoposto alla corte di Lussemburgo alcune questioni di diritto dell'UE.

Brave affronta due cause degli editori a New York

Il 2 novembre 2026, The New York Times Company ha depositato un ricorso federale contro Brave Software.

Gli editori del New York Daily News, del Chicago Tribune e dell'Orlando Sentinel hanno depositato lo stesso giorno un ricorso separato contro Brave presso il tribunale distrettuale sud di New York. Il Times sostiene che Brave non ha mai ottenuto il permesso di accedere ai suoi contenuti, copiarli o distribuirli e non ha mai pagato un compenso. Nel ricorso sono indicate più di 10.000.000 di opere registrate e protette da diritto d'autore, tra cui materiali di The New York Times, The Athletic, Cooking, Games e Wirecutter. Il ricorso degli altri editori afferma che i loro numeri di giornale registrati contengono più di 2.000.000 di articoli. Gli editori sostengono inoltre che le aziende di IA pagano Brave per i contenuti dell'indice in tempo reale. Citano Anthropic, Perplexity, Mistral, xAI e Cohere e affermano che i contenuti sono stati usati per addestrare i modelli, per fondare le risposte o per entrambe le cose.

Entrambi i ricorsi citano la dichiarazione di Brave secondo cui il suo indice contiene più di 30.000.000.000 di pagine web, con milioni di nuove pagine aggiunte ogni giorno. Sostengono anche che l'azienda non ha reso noto il nome del suo crawler né ha offerto ai proprietari dei siti un modo per bloccare specificamente quel crawler. Il Times descrive due lettere inviate all'amministratore delegato di Brave, Brendan Eich, la prima datata 11 agosto 2025, con cui chiedeva la fine dell'accesso e dell'uso non autorizzati, e afferma che nessuna delle due ha ricevuto risposta.

Il Times ha fatto dei test. Ask Brave ha restituito più di 400 parole alla lettera dopo aver ricevuto l'URL di un articolo a pagamento e aver chiesto il testo integrale. Un'altra interrogazione all'endpoint LLM Context dell'API ha restituito alla lettera 1.291 parole su 1.295 di un articolo.

Entrambe le cause puntano sull'impostazione Paywall blocker di Brave e sostengono che il browser così configurato copia e mostra articoli a pagamento senza login né abbonamento. I ricorsi sostengono anche che Brave rimuove la pubblicità degli editori, compresi gli inviti all'abbonamento, e la sostituisce con pubblicità venduta tramite Brave Ads. Brave, Anthropic, Mistral e Cohere non hanno risposto a una richiesta di commento, secondo UA.NEWS. Il direttore della comunicazione di Perplexity, Jesse Dwyer, ha definito le accuse disinformazione.

Cosa non hanno ancora stabilito i tribunali e le autorità di regolamentazione

I ricorsi contro Brave sono cause civili e le accuse degli editori non sono ancora state esaminate in tribunale.

Szpunar ha dichiarato inammissibili due questioni del tribunale ungherese sull'addestramento dell'IA, perché non c'erano prove che gli articoli della ricorrente fossero stati usati per addestrare Gemini. Ha osservato che l'uso di opere protette per addestrare un modello è liberamente consentito dall'eccezione sul text and data mining.

Resta aperta la questione pratica: se i motori di risposta abbiano bisogno di licenze per i testi che mostrano e quanto costerebbe una simile licenza. Né la Corte di giustizia dell'UE né un tribunale statunitense hanno risposto.

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Fonti

21
  1. 01ECJ Opinion: AI Chatbots Can Infringe Copyright - blue NewsEN
  2. 02Brave Faces Two Publisher Lawsuits Over AI Use of News Content - Unite.AIEN
  3. 03NYT and other media outlets sue Brave over AI scraping - UA.NEWSEN
  4. 04Anthropic faces $41 million copyright lawsuit over 274 Elvis Presley songs used to train AI modelsEN
  5. 05STAT+: Amid Mass General Brigham layoffs, CEO pens vague letter, stirring staff anxietyEN
  6. 06Aluminum–Air Generators for Data Centres Face a Metal Logistics TestEN
  7. 07Anthropic and Suno Face $338 Million in Music Copyright LawsuitsEN
  8. 08JD.com darf MediaMarktSaturn übernehmen – mit BedingungenEN
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Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Giulia Ferrari

Giulia Ferrari

IA, modelli e tecnologie

Giulia Ferrari scrive di tecnologia, IA e modelli e media e internet per FLASH24, partendo da dataset pubblici, preprint e registri di versioni dei modelli. Controlla ogni numero confrontando benchmark dichiarati e risultati riproducibili, e scarta le stime senza fonte. Segue le audizioni in calendario, parla con ricercatori e ingegneri, e mette a confronto release e changelog prima di pubblicare. Fuori dalla redazione smonta stampanti 3D, recupera vecchi computer e studia come i modelli imparano dai rifiuti del web. Non pubblica un dato se non può ricostruirne il percorso.

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