La Commissione europea chiede alle capitali di sospendere per un anno le leggi nazionali sui social media in sovrapposizione
Il 29 ottobre la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di sospendere per 12 mesi i disegni di legge nazionali sull'accesso dei minori ai social media dove si sovrappongono all'EU Kids Act. L'Austria, il primo paese a cui è stato chiesto di fermarsi, ha obiettato.

Il 29 ottobre la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di sospendere per 12 mesi i disegni di legge nazionali sull'accesso dei minori ai social media dove si sovrappongono all'EU Kids Act. Il portavoce Thomas Regnier ha detto che l'esecutivo ha deciso di "postpone for 12 months any draft national laws overlapping with the future harmonized rules", sostenendo che limiti di età diversi da paese a paese frammenterebbero il mercato unico e lascerebbero le piattaforme nell'impossibilità di rispettare le norme. L'Austria, il primo paese a cui è stato chiesto di fermare la propria legislazione, ha detto che continuerà a preparare la legge perché il divieto possa entrare in vigore alla scadenza della pausa. Regnier non ha voluto elencare i paesi coinvolti, ma ha citato l'Austria.
L'Austria non ci sta
A luglio l'Austria aveva chiesto alla Commissione di verificare se il suo proposto divieto dei social media sotto i 14 anni fosse compatibile con il diritto dell'UE. Il termine per la risposta della Commissione è scaduto il 29 ottobre e l'esecutivo ha chiesto a Vienna di sospendere l'adozione per un anno, ha detto Regnier.
Il segretario di Stato austriaco alla digitalizzazione Alexander Pröll ha detto a Politico che è inaccettabile che Bruxelles blocchi gli Stati membri senza presentare una soluzione europea compiuta. Il vicecancelliere e ministro dei media Andreas Babler ha detto di non avere alcuna simpatia per il rinvio e che Vienna avrebbe "advance the legislative process at national level to ensure that the social media ban can be implemented immediately once the EU standstill period has expired". Regnier ha inquadrato la decisione in modo diverso: "A European problem requires a united European response. We need to now focus on the negotiations of the EU Kids Act."
Chi è esentato e chi no
Non tutte le capitali sono state fermate. Il divieto greco per gli under 15, che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2027, è esentato perché l'esame della legge da parte della Commissione si è concluso prima della presentazione della proposta UE. L'Italia e la Francia hanno notificato i loro piani molto prima di settembre e dovrebbero essere autorizzate a procedere, secondo l'agenzia di stampa tedesca dpa. L'AFP ha riferito che la Commissione ha comunque chiesto a Parigi di rivedere il proprio testo.
Secondo Agence Europe, il congelamento riguarderebbe anche i disegni di legge notificati da Belgio e Portogallo. Il congelamento segna un inasprimento della linea della Commissione: il 4 febbraio, dopo che la Spagna aveva annunciato piani per un divieto sotto i 16 anni, Regnier aveva avvertito che imporre obblighi aggiuntivi alle piattaforme era fuori discussione perché la materia era già regolata dal Digital Services Act.
Cosa prevede il Kids Act
La Commissione ha presentato l'EU Kids Act il 17 settembre, con la presidente Ursula von der Leyen e la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen a guidare il lancio. Il testo vieterebbe ai minori di 13 anni l'uso dei social media nella maggior parte dei casi e limiterebbe severamente l'accesso per gli under 15.
Secondo la proposta, i ragazzi di 13 e 14 anni potrebbero usare i social media solo tramite "mini account" creati e controllati dai genitori, mentre gli account indipendenti sarebbero consentiti dai 15 anni. Il testo fissa anche requisiti di sicurezza fin dalla progettazione per le piattaforme, compresi videogiochi e companion basati sull'intelligenza artificiale. Le norme nazionali già divergono: l'Austria ha proposto i 14 anni, la Grecia ha approvato i 15 e la Spagna ha proposto i 16, mentre il Kids Act fissa i suoi limiti a 13 e 15 anni. Agence Europe ha riferito che lo standstill potrebbe essere prorogato di altri sei mesi se nel frattempo il Consiglio adotta la sua posizione in prima lettura.
Von der Leyen ha fornito al Parlamento europeo i numeri alla base della spinta: i giovani europei passano in media dalle quattro alle sei ore al giorno davanti a uno schermo, e chi ha iniziato prima dei 10 anni trascorre online circa sette o otto ore al giorno.
I think tank legati ai partiti socialisti di Spagna, Germania, Francia, Italia e Portogallo, riuniti a Valencia dal 2 al 4 settembre, vogliono che la regolamentazione aggiunga l'interoperabilità, così che gli utenti possano leggere e pubblicare su un'altra piattaforma senza uscire dalla propria.
Cosa succede ora
Il Kids Act deve ancora essere negoziato dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima di diventare legge. L'Irlanda detiene la presidenza di turno del Consiglio e vuole accelerare il lavoro sul dossier; Regnier ha definito l'adozione la priorità assoluta della Commissione. L'Austria terrà pronto il suo disegno di legge per gli under 14, ha detto Babler, così da poterlo attuare alla fine della pausa.
Fonti
12- 01EU tells capitals to halt their national social media bans for a yearEN
- 02Brussels freezes national social media bans for childrenEN
- 03SA joins High Court fight to defend under-16 social media banEN
- 04"Hay que cambiar el producto, no a los niños": la izquierda europea plantea otra forma de regular las redesES
- 05EU lawmakers slam new border force powers to surveil social mediaEN
- 06Social media is full of weird video game mashups. Where are they all coming from?EN
- 07Volkswagen’s affordable ID. Polo wins German Car of the Year 2027 as EVs dominateEN
- 08Germany’s Hydrogen Pipeline Reached Marl. Its Market Still Needs to Add Up.EN
- 09Impatient with Brussels, European capitals forge ahead with social media bans EN
- 10Frontex gets power to track migration talk on social mediaEN
- 11French government mulled blocking social networks and mobile internet amid protestsEN
- 12Media rights squeeze, US investment and AI tech: The sports business trends from Sportel 2026EN
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