La NASA rinuncia al recupero di Swift, il LINK di Katalyst resta attivo
La NASA e Katalyst Space Technologies hanno rinunciato a sollevare il Neil Gehrels Swift Observatory, un telescopio da 500 milioni di dollari che rientrerà nell'atmosfera terrestre entro la fine dell'anno. Il veicolo di recupero LINK è costato 30 milioni di dollari ed è stato costruito in nove mesi.

L'annuncio è arrivato mercoledì 19 agosto. Lo hanno riferito Scientific American e Ars Technica. In un post su LinkedIn Katalyst ha scritto che i "problemi persistenti di controllo d'assetto" comportano che "la missione non includerà la cattura e il sollevamento del Neil Gehrels Swift Observatory della NASA". Il telescopio è stato lanciato nel 2004, era progettato per una vita di due anni e ha ormai operato per quasi 22 anni.
Swift non è soltanto vecchio. Sta cadendo. Tutti i satelliti in orbita terrestre bassa perdono quota per la resistenza atmosferica, ma l'attività del Sole dal 2024 ha riscaldato l'atmosfera superiore e accelerato quel decadimento. NBC News ha riferito che la NASA ha assegnato il contratto da 30 milioni di dollari all'azienda dell'Arizona nel 2025, con una scadenza rigida: LINK doveva partire entro quest'estate per raggiungere Swift prima che bruciasse.
Nove mesi dal contratto al lancio
Katalyst ce l'ha fatta. LINK è partito il 3 luglio a bordo del razzo Pegasus XL di Northrop Grumman. È un veicolo delle dimensioni di un frigorifero, con due pannelli solari, tre propulsori elettrici a xeno e tre bracci robotici destinati ad afferrare Swift e portarlo su un'orbita più alta. Ars Technica ha osservato che satelliti del genere, primi nel loro tipo, richiedono normalmente diversi anni di preparazione. Katalyst lo ha fatto in nove mesi, e il calendario ha imposto compromessi che gli ingegneri non avrebbero altrimenti accettato.
Le prime settimane sono andate bene, secondo Ars Technica e NBC News. Poi, a fine luglio, LINK ha iniziato a girare fuori controllo. La NASA ha dichiarato il 28 luglio che i sistemi di controllo d'assetto si erano guastati, "causando la rotazione del veicolo e comunicazioni sporadiche". NBC News ha riferito che la velocità di rotazione era di circa 9 gradi al secondo. Ars Technica, citando l'hardware, ha detto che due delle tre ruote di reazione del satellite hanno smesso di funzionare, e c'erano problemi anche con i propulsori a gas freddo usati per il puntamento fine. Restavano così tre propulsori al plasma a basso impulso come unico modo per recuperare l'orientamento.
"Abbiamo accettato questa sfida ad alto rischio e alto rendimento e siamo orgogliosi dei traguardi raggiunti lungo il percorso", ha detto Ghonhee Lee, amministratore delegato di Katalyst.
I responsabili della missione hanno rallentato la rotazione questo mese accendendo i propulsori, ma non abbastanza. La NASA ha annullato tutto. L'osservatorio aveva già sospeso le operazioni scientifiche in vista dell'incontro, quindi il fallimento lascia un vuoto nell'astronomia ad alta energia. Swift è insolito: combina strumenti multi-lunghezza d'onda con un puntamento agile, e gli astronomi lo usano per rilevare i lampi di raggi gamma e poi passare le coordinate ad altri telescopi per il seguito. Non ha propulsori propri, ed è per questo che un veicolo di recupero era l'unica opzione.
L'amministratore della NASA Jared Isaacman ha usato un tono difensivo nella sua dichiarazione. "Questo non è il risultato verso cui lavoravamo, ma non cambia il motivo per cui valeva la pena tentare questa missione", ha detto. "La NASA dovrebbe essere disposta a muoversi rapidamente e ad assumersi rischi intelligenti quando il ritorno potenziale lo giustifica, ed è esattamente ciò che abbiamo fatto". Shawn Domagal-Goldman, direttore della divisione di astrofisica della NASA, ha detto che la missione è stata "un tentativo primo nel suo genere, sviluppato su un calendario senza precedenti dettato dall'attività del Sole".
LINK ha ancora un compito
Il veicolo è vivo. Katalyst e la NASA dicono che tenterà di avvicinarsi a Swift per una dimostrazione del suo sistema di navigazione ravvicinata. È una tecnologia che conta per un'industria dei servizi satellitari che non esiste ancora su larga scala. Ars Technica ha riferito che Katalyst è una delle diverse aziende statunitensi che lavorano a missioni di servizio in grado un giorno di rifornire, riparare o aggiornare satelliti.
Ars Technica ha anche notato l'asimmetria dei costi della missione: 30 milioni di dollari spesi per cercare di salvare un osservatorio da 500 milioni di dollari, su un calendario di nove mesi, con un veicolo che non aveva mai volato. Il fallimento non stabilisce se valga la pena ripetere tentativi di recupero rapidi e a basso costo. Mostra quanto poco margine ci sia quando la scadenza è fissata dal Sole e non da una finestra di lancio.
Fonti
3- 01NASA calls off rescue mission for its falling Swift space telescopeEN
- 02NASA mission to save its sinking space telescope failsEN
- 03NASA calls off mission to rescue Swift gamma-ray observatoryEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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