Il telescopio Swift della NASA cade sulla Terra mercoledì, mentre la scienza degli esopianeti guarda altrove
Lo Swift Observatory della NASA, un telescopio spaziale di 3.200 libbre (circa 1.500 kg) lanciato quasi 22 anni fa, dovrebbe rientrare nell'atmosfera terrestre mercoledì intorno alle 3:30 ora della costa orientale degli Stati Uniti, con un margine di 11 ore. Una missione di recupero è fallita all'inizio di quest'anno.
La NASA ha spento il telescopio il 20 ottobre, secondo ABC News. L'orbita si era degradata fino a 275 chilometri e il telescopio non riusciva più a compensare la resistenza atmosferica.
Ora viaggia a circa 8 chilometri al secondo. Non ha più propulsione per correggere la rotta. La NASA afferma che la maggior parte del veicolo brucerà nell'atmosfera, ma alcuni componenti sopravvivranno. L'agenzia stima il rischio di danni a persone sulla Terra in circa 1 su 2.100. L'inclinazione orbitale bassa di Swift significa che eventuali frammenti possono ricadere solo tra 20,6 gradi di latitudine sud e 20,6 gradi nord.
The Verge ha riportato la finestra di rientro il 3 novembre. Le stime all'interno di quella finestra non coincidono. ABC News ha riferito che il programma Space Weather Operational Readiness Development, finanziato dalla NASA, prevedeva un impatto intorno alle 4:37 ora di Sydney del 4 novembre, con qualche ora di margine. L'Aerospace Corporation indicava le 20:11 ora di Sydney del 4 novembre, con 12 ore di margine. Entrambe partono dalla stessa orbita in decadimento. Nessuna delle due è ancora in grado di indicare un punto di caduta.
A cosa serviva Swift
Swift è stato lanciato nel novembre 2004 con una missione principale di due anni. Era stato costruito per studiare l'origine dei lampi gamma, le esplosioni più potenti dell'universo. Portava tre strumenti: un Burst Alert Telescope, un X-Ray Telescope e un Ultraviolet/Optical Telescope. Ha continuato a funzionare molto oltre la vita prevista come osservatorio multi-lunghezza d'onda generalista, ha riportato Space.com il 1 novembre.
Brad Tucker, astrofisico della Australian National University, ha parlato con ABC News. Ha detto che l'osservatorio è stato un cavallo da tiro per le esplosioni cosmiche, come supernove, collisioni stellari e stelle dilaniate dai buchi neri.
"Potrà non essere grande o popolare come i telescopi spaziali Hubble o James Webb, ma lo abbiamo usato per anni", ha detto.
La sua fine è stata lenta e poi improvvisa. La resistenza dell'atmosfera lo stava trascinando verso il basso da anni. L'aumento dell'attività solare degli ultimi due anni ha accelerato il declino, secondo ABC News. È la stessa attività che ha prodotto le aurore recenti. A luglio la NASA aveva appoggiato un piano per spingerlo su un'orbita più alta con un veicolo spaziale privato. Il tentativo è fallito per problemi al controllo d'assetto della navicella di recupero, ha riportato The Verge.
Swift non è un caso isolato. Darren McKnight è senior technical fellow presso la società di tracciamento LeoLabs. Ha detto a Space.com che ogni anno rientrano dieci volte più oggetti rispetto a cinque anni fa. Ha attribuito l'aumento alla crescita delle costellazioni in orbita terrestre bassa e ai cicli di rinnovo tecnologico.
"È un peccato che Swift non sia stato 'riorbitato', ma dal punto di vista del rischio di rientro è un problema piccolo", ha detto, in una citazione che Space.com ha pubblicato troncata.
La caccia agli esopianeti è andata avanti senza di lui
La caduta di Swift arriva in una settimana in cui le notizie sui telescopi riguardano ciò che altri osservatori stanno scoprendo, non ciò che Swift sta perdendo. Il 2 novembre Space.com ha riportato che il James Webb Space Telescope ha ricondotto la cometa interstellare 3I/ATLAS a minuscoli grani di ghiaccio mescolati a polvere. Quella miscela è diversa dalle comete del nostro sistema solare ma simile ai corpi ghiacciati oltre Nettuno. La cometa è solo il terzo oggetto individuato mentre entra nel sistema solare da un'altra parte della Via Lattea, dopo 1I/'Oumuamua nel 2017 e 2I/Borisov nel 2019. La ricerca suggerisce che 3I/ATLAS si sia formata in un disco protoplanetario attorno a una stella giovane, forse tra 10 e 12 miliardi di anni fa. È più del doppio dell'età del nostro sistema solare.
"Abbiamo progettato [JWST] per essere pronto nel momento in cui fosse trovata una cometa interstellare attiva e per seguirla nel tempo", ha detto Martin Cordiner del Goddard Space Flight Center della NASA e della Catholic University of America in una dichiarazione citata da Space.com.
Cordiner guida il programma JWST per questi oggetti e ha firmato il nuovo articolo. Più vicino a casa, la NASA ha riportato il 1 novembre che Hubble e Webb insieme hanno trovato 27 oggetti transnettuniani finora sconosciuti. Sono i piccoli corpi ghiacciati oltre Nettuno che non sono mai cresciuti fino a diventare pianeti. I due telescopi hanno osservato contemporaneamente la stessa porzione di cielo, Hubble nella luce visibile e Webb nell'infrarosso. L'agenzia l'ha definita la ricognizione più profonda del suo genere. Gli oggetti brillano più di 100.000.000 di volte meno intensamente di ciò che è visibile a occhio nudo. Due articoli correlati sono apparsi su The Astronomical Journal.
Il rebus è nei numeri. C'erano meno oggetti piccoli di quanti alcune teorie sulla formazione dei pianeti prevedessero. I loro colori corrispondevano strettamente a quelli di oggetti molto più grandi nelle stesse regioni. A guidare i team sono stati dottorandi. Un team era alla University of Victoria in Canada, in collaborazione con il National Research Council of Canada. L'altro era alla Northern Arizona University di Flagstaff.
Più vicino alla Terra, altri strumenti
Lo stesso giorno ScienceDaily ha riportato uno studio su Nature Astronomy di scienziati giapponesi. Hanno trovato tutte e cinque le basi azotate usate nel DNA e nell'RNA in campioni incontaminati dell'asteroide Ryugu, riportati sulla Terra dalla missione Hayabusa2 della JAXA nel 2020. Il team ha analizzato 5,4 grammi di materiale. Ha trovato le cinque molecole in quantità più o meno simili in due campioni. I campioni di Bennu della NASA avevano già restituito tutte e cinque nel 2025. Le meteoriti di Murchison e Orgueil avevano già prodotto basi azotate, anche se le meteoriti possono contaminarsi durante la caduta.
Nessuno di questi lavori aveva bisogno di Swift. Nemmeno la prossima generazione di strumenti. NVIDIA ha pubblicato il 2 novembre la descrizione di un flusso di lavoro per telescopi controllato da agenti. È un segnale che la pianificazione automatizzata si sta spostando nelle operazioni degli osservatori. Il post dell'azienda è un resoconto di fornitore, non una valutazione indipendente.
Per chi spera di vedere Swift precipitare, i consigli pratici sono scarsi. ABC News ha riferito che l'orbita finale potrebbe cadere in pieno giorno o sull'oceano. In quel caso nessuno la vede. Potrebbe anche cadere di notte su un'area popolata, e allora ci saranno le riprese. L'aritmetica di Tucker è brutale:
"Se il 70 per cento della Terra è oceano, il 30 per cento è terraferma. Quindi tre volte su dieci è sulla terra, non sull'oceano."
La NASA e la US Space Force continueranno a seguire il rientro e ad aggiornare le previsioni, ha detto l'agenzia. La finestra si restringe nelle orbite finali e le mappe della traiettoria si riducono a una singola linea. Fino ad allora gli unici dati fermi sono la massa, circa 1.500 chilogrammi, la data di spegnimento del 20 ottobre e la cifra di 1 su 2.100.
L'eredità scientifica di Swift sta in due decenni di allerta sui lampi gamma che altri osservatori hanno seguito. Il suo sostituto non è un singolo veicolo spaziale ma una fila di strumenti. Il lavoro di Webb nell'infrarosso sugli ospiti interstellari è uno. La ricognizione congiunta di Hubble sul bordo del sistema solare è un altro. Il telescopio che ha passato 22 anni a osservare gli eventi più violenti dell'universo chiuderà la propria missione in silenzio mercoledì. Cadrà da qualche parte tra 20,6 gradi nord e sud.
Fonti
7- 01A truck-sized NASA space telescope is about to crash to EarthEN
- 02NASA's Swift space telescope predicted to crash back to Earth tomorrowEN
- 03NASA's Swift space telescope is about to crash to Earth. Where will it fall?EN
- 04James Webb Space Telescope uncovers new clues about the origins of 'interstellar invader' comet 3I/ATLASEN
- 05NASA's Hubble and Webb discover ancient worlds that remember their pastEN
- 06All 5 genetic "letters" of DNA and RNA discovered in a 4.5-billion-year-old asteroidEN
- 07NVIDIA Describes Agent-Controlled Telescope WorkflowEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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