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Studio Cox Automotive: i robotaxi convincono gli scettici delle auto autonome

La familiarità dei consumatori con i veicoli autonomi è salita dal 40% del 2016 al 58% del 2026. Molto dipende dai viaggi in robotaxi, secondo uno studio Cox Automotive diffuso il 28 settembre.

AutoNotiziaLuca EspositoPubblicato: 29 settembre 20266 min di letturaFonti 4
Studio Cox Automotive: i robotaxi convincono gli scettici delle auto autonome

La familiarità dei consumatori con i veicoli autonomi è salita dal 40% del 2016 al 58% del 2026. Molto dipende dai viaggi in robotaxi, secondo il 2026 Autonomous Vehicle Study di Cox Automotive.

Lo studio è uscito il 28 settembre, a dieci anni dalla prima rilevazione dell'azienda sugli atteggiamenti verso questa tecnologia. La familiarità con i veicoli autonomi è quasi triplicata dal 2016. Il 46% dei consumatori si aspetta ora veicoli completamente autonomi nel corso della propria vita, contro il 37% del 2021.

L'uso dei robotaxi resta comunque molto sotto la notorietà. Cox Automotive ha rilevato che il 70% degli americani conosce i robotaxi a livello nazionale, quota che sale all'89% nelle città dove operano servizi autonomi. L'utilizzo effettivo si ferma al 18% sul piano nazionale e al 33% tra i residenti delle città con servizi di guida autonoma. Waymo dichiara circa 2.000.000 di corse in robotaxi al mese negli Stati Uniti, secondo CBT News. Tesla ha invece iniziato a offrire corse pubbliche con Cybercab in alcune zone di Austin.

«L'industria dell'auto ha sempre avuto curve di adozione più lunghe per le nuove tecnologie», ha detto Vanessa Ton, senior manager of Market and Customer Research di Cox Automotive. «Anche i veicoli ibridi, disponibili per i consumatori statunitensi da più di 25 anni, oggi rappresentano solo circa una nuova immatricolazione su cinque. Per i veicoli autonomi, i timori sulla sicurezza e gli incidenti di grande risonanza hanno rallentato i progressi. L'accettazione crescente dei robotaxi che emerge dallo studio di quest'anno indica però che gli atteggiamenti si stanno chiaramente evolvendo».

Cosa vogliono gli acquirenti quando comprano

Lo studio Cox Automotive rileva che i consumatori sono attratti soprattutto dai livelli di autonomia che lasciano aperta la possibilità del controllo umano. Il Livello 4, descritto come piena capacità autonoma con l'opzione di guida umana, è stato scelto dal 28% degli intervistati, in calo dal 30% di dieci anni fa. L'interesse per i veicoli di Livello 5, completamente senza conducente, è sceso dal 17% del 2016 al 10% del 2026.

La proprietà di veicoli di Livello 2 e Livello 3 è quasi triplicata nell'ultimo decennio, passando dal 12% del 2016 al 34% di oggi. Un altro dato mostra che il 57% dei consumatori sceglierebbe un veicolo di Livello 3 o superiore per il prossimo acquisto, se tutti i livelli di autonomia fossero disponibili.

Quel divario tra ciò che le persone dicono di volere e ciò che guidano davvero conta per i concessionari. CBT News ha riferito che l'aumento della proprietà di veicoli di Livello 2 e Livello 3 mette ogni giorno i sistemi avanzati di assistenza alla guida davanti ai team di vendita e assistenza delle concessionarie. Gli acquirenti, però, restano legati al volante.

La frattura più evidente nello studio riguarda proprietà e ride-hailing. Cox Automotive ha rilevato che i consumatori sono spesso più disposti ad accettare l'autonomia di Livello 5 quando non devono comprare l'auto in prima persona. Tra chi non usa i robotaxi, il 61% indica il disagio per l'assenza di un conducente umano come ostacolo principale. Eppure il 55% degli americani si dice aperto all'uso dei robotaxi. A frenare l'adozione sarebbe dunque la disponibilità, non l'interesse.

L'esperienza supera lo scetticismo

La conclusione più netta dello studio Cox Automotive è che l'esperienza diretta cambia le idee. L'azienda afferma che la grande maggioranza degli utenti di robotaxi ha notato un netto miglioramento della propria percezione della tecnologia dei veicoli autonomi. L'effetto si vede nei numeri a livello cittadino: l'uso nelle città con servizi autonomi arriva al 33%, circa un residente su tre, contro il 18% nazionale.

«L'esperienza supera lo scetticismo», ha scritto CBT News nel suo riassunto dello studio. Gli acquirenti nelle città dei robotaxi sono i più propensi ad arrivare in concessionaria con un'esperienza diretta dei veicoli autonomi. Il rapporto descrive i robotaxi come un fattore che orienta le opinioni prima che gli acquirenti mettano piede in salone.

Gli indici di fiducia monitorati da The Road to Autonomy mostrano un quadro simile. Waymo guida il suo Robotaxi Index a 86,7, in rialzo di 2,7 negli ultimi sette giorni, seguita da Baidu Apollo Go a 80,9 e WeRide a 75,3. Tesla è a 50,5, in rialzo di 1,7, mentre Didi Autonomous Driving è la più indietro a 47,7, in calo di 8,1 nello stesso periodo. Il Robotaxi Confidence Index generale dell'indice si attesta a 57,5, in rialzo di 0,1.

Questi numeri fotografano il sentiment, non misurano i veicoli schierati. Seguono però la stessa spaccatura trovata da Cox Automotive: i marchi di robotaxi con flotte visibili ottengono punteggi più alti delle aziende il cui lavoro sull'autonomia resta in gran parte interno.

Lo studio Cox Automotive non è l'unico segnale che il discorso sui veicoli autonomi sta cambiando. IEEE Spectrum ha riferito il 29 settembre che il Jet Propulsion Laboratory della NASA ha usato i modelli Claude di Anthropic lo scorso dicembre per pianificare due spostamenti su Marte del rover Perseverance. I pianificatori umani controllavano e correggevano il percorso prima dell'invio. A maggio, NASA e IBM hanno portato un modello di intelligenza artificiale compresso sulla Stazione Spaziale Internazionale e su un satellite per identificare dall'orbita fenomeni come inondazioni e nuvole: il primo modello del genere dimostrato nello spazio. A luglio, gli astronauti sulla ISS hanno testato un grande modello linguistico per capire se potesse aiutare con domande sulle procedure di manutenzione.

Sono missioni spaziali, non robotaxi. Il problema di fondo è però lo stesso che gli ingegneri dei veicoli autonomi affrontano sulla Terra: come fidarsi di un sistema non deterministico per decisioni che un tempo prendeva un essere umano.

«L'autonomia spesso non ha un esito deterministico, il che significa che il modo in cui si arriva a una certa situazione ne cambia il comportamento», ha detto a IEEE Spectrum Robert Ambrose, ex capo della Software, Robotics, and Simulation Division della NASA. «Quindi se arrivi nella stessa situazione ma da percorsi diversi, l'esito può essere diverso. E gli ingegneri questo lo odiano».

Ambrose ha dedicato gran parte della carriera ai sistemi autonomi alla NASA, compresa l'autonomia per la navicella Orion e per Robonaut 2, un robot umanoide progettato per lavorare accanto agli astronauti e arrivato nello spazio nel 2011. Il suo ragionamento vale direttamente sulla strada: un robotaxi che arriva allo stesso incrocio passando per una sequenza di eventi diversa può comportarsi in modo diverso. È esattamente la proprietà che rende difficili da scrivere i casi di sicurezza.

Il divario tra interesse e diffusione

Lo studio Cox Automotive è prudente su ciò che non dimostra. Dieci anni fa alcuni davano per scontato che il trasporto autonomo condiviso avrebbe reso obsoleto il possesso dell'auto. Non è accaduto. La disponibilità del Livello 3 resta limitata e nessun veicolo di Livello 4 o Livello 5 è in vendita al pubblico. Il possesso tradizionale dell'auto resta saldamente radicato.

Quello che è cambiato è l'esposizione. Cox Automotive ha rilevato che il 70% degli americani conosce i robotaxi a livello nazionale e quasi la metà si aspetta veicoli completamente autonomi nel corso della propria vita. Lo studio Cox Automotive più recente, diffuso il 28 settembre, inquadra il cambiamento come una questione di familiarità più che di convinzione.

La distinzione conta per come verrà raccontata la prossima fase del mercato. Le aziende con le operazioni di robotaxi più visibili, Waymo e Tesla tra queste, sono quelle che costruiscono l'esperienza dei consumatori che secondo lo studio fa il lavoro di persuasione. Le aziende con punteggi più bassi nell'indice di The Road to Autonomy non sono necessariamente indietro sulla tecnologia, ma sono indietro nel mostrarla al pubblico.

Per ora, i veicoli che la maggior parte degli americani può davvero comprare tengono un essere umano al volante. I dati di Cox Automotive suggeriscono che è ciò che gli acquirenti vogliono, e che i robotaxi stanno cambiando le idee una corsa alla volta.

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Fonti

4
  1. 01Autonomous Vehicles Gain Ground as Consumer Familiarity and Robotaxi Use GrowEN
  2. 02Robotaxi rides winning over autonomous vehicle skeptics, study findsEN
  3. 03The Road to Autonomy Robotaxi IndexEN
  4. 04Autonomous AI in Space Exploration Raises New StakesEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Luca Esposito

Luca Esposito

Sport, auto e viaggi

Luca Esposito si occupa di sport, auto e viaggi per FLASH24, con un metodo basato su fonti dirette: comunicati ufficiali, cronometraggi e dati tecnici delle case automobilistiche. Per le gare verifica tempi e distacchi sulle classifiche federali, mentre per i veicoli confronta schede tecniche e consumi omologati. Sente regolarmente meccanici, piloti e addetti stampa, e in calendario attende i saloni dell'auto e le grandi corse a tappe. Segue anche auto elettriche, riparazioni in garage e tratte ferroviarie europee, temi che ritornano spesso nei suoi articoli. Non pubblica numeri o anteprime senza una seconda conferma indipendente.

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