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La fusione privata segna tre primati nel 2026, mentre i 22 miliardi di ITER restano indietro

Helion sostiene che la sua macchina Polaris ha raggiunto 150 milioni di gradi Celsius con combustibile deuterio-trizio, Realta Fusion ha convertito energia del plasma direttamente in corrente elettrica e Thea Energy ha raccolto 100 milioni di dollari per uno stellarator. Nessuna delle tre ha immesso un watt in rete.

ScienzaAnalisiSara GalloPubblicato: 28 settembre 20267 min di letturaFonti 4
La fusione privata segna tre primati nel 2026, mentre i 22 miliardi di ITER restano indietro

Tre aziende private della fusione hanno annunciato tra febbraio e luglio 2026 traguardi tecnici e finanziari concreti, secondo le loro stesse comunicazioni. Nessuna ha prodotto elettricità netta. Il più grande progetto a finanziamento pubblico al mondo, ITER, è indietro di anni rispetto al calendario originale.

L'affermazione più eclatante arriva da Helion, con sede a Everett, nello stato di Washington. In un comunicato del 13 febbraio 2026 l'azienda ha dichiarato che il suo prototipo Polaris, settima generazione, è diventato la prima macchina a fusione di sviluppo privato a dimostrare una fusione deuterio-trizio misurabile, raggiungendo temperature del plasma di 150 milioni di gradi Celsius. Polaris ha iniziato a funzionare alla fine del 2024.

Cosa ha dimostrato davvero Helion

Il deuterio-trizio è la miscela di combustibile più facile da bruciare, ed è anche quella che produce neutroni in abbondanza: per questo la maggior parte delle macchine a fusione che lo usano viene costruita dietro spessi schermi. L'annuncio di Helion presenta il D-T come un passaggio intermedio, non come il traguardo finale.

«Ottenere la fusione termonucleare con combustibile deuterio-trizio è un passo del programma di collaudo di Polaris», scrive l'azienda. Helion afferma che continuerà ad alzare le temperature in Polaris per raggiungere le condizioni della fusione deuterio-elio-3, il combustibile che intende usare in esercizio commerciale. Il dato di 150 milioni di gradi supera il precedente record della stessa Helion, 100 milioni di gradi, stabilito dal prototipo Trenta, sesta generazione. Nel settore, 100 milioni di gradi sono considerati la soglia di una macchina commercialmente rilevante.

«È entusiasmante vedere prove di fusione D-T e temperature superiori a 13 keV, ossia 150 milioni di gradi Celsius, e aspetto di vedere ulteriori progressi».

Il giudizio è di Ryan McBride, specialista di fusione a confinamento inerziale e di tecnologia a impulsi, già capo dipartimento ai Sandia National Laboratories e professore di ingegneria nucleare, ingegneria elettrica e fisica applicata all'Università del Michigan. Helion cita anche Jean Paul Allain, direttore associato per le scienze dell'energia da fusione nell'Office of Science del Dipartimento dell'Energia. Secondo Allain i dati di Polaris indicano un «progresso solido» e portare la fusione in rete richiede approcci che permettano una rapida iterazione nella progettazione e nei test.

C'è però un'assenza da segnalare. Helion non ha pubblicato un valore di guadagno scientifico, cioè il rapporto tra potenza di fusione prodotta e potenza di riscaldamento fornita al plasma. Non ha rivendicato energia netta. L'azienda dice di aver ricevuto la prima autorizzazione regolatoria a possedere e usare il trizio per dimostrare la produzione di energia da fusione: un fatto di licenza, non un risultato di fisica.

Helion non porta avanti solo un programma di fisica. A luglio 2025 ha avviato i lavori sul sito di Orion, la sua prima macchina commerciale, a Malaga, nello stato di Washington. L'azienda afferma che Orion fornirà a Microsoft elettricità da fusione immessa in rete. È un impegno verso un cliente preso prima che i dati di prestazione sottostanti siano stati resi pubblici.

Realta converte le perdite del plasma in ampere

Un altro tipo di primato è stato rivendicato il 1 luglio 2026 da Realta Fusion. L'azienda sostiene che il 19 giugno è diventata la prima società privata della fusione a dimostrare la conversione diretta dell'energia cinetica del plasma in elettricità, lavorando con l'Università del Wisconsin-Madison sul dispositivo Wisconsin HTS Axisymmetric Mirror, noto come WHAM.

La conversione diretta di energia non è un'idea nuova. Il concetto è discusso nel campo della fusione da decenni, con l'obiettivo di alzare l'efficienza complessiva dell'impianto facendo passare meno energia attraverso un ciclo termico limitato dalla termodinamica. L'approccio di Realta si basa sulla fisica degli specchi magnetici, che confinano il plasma in un campo che perde particelle cariche attraverso un cono di perdita naturale. Invece di trattare quella perdita come un difetto, Realta sostiene che è utile: le particelle che sfuggono portano energia che può essere recuperata elettricamente.

L'hardware è un convertitore a singolo stadio con tre griglie a maglia fine: una griglia messa a terra, una griglia di repulsione degli elettroni e una griglia collettrice di ioni. È installato sull'anello terminale di WHAM al posto del disco centrale. Durante le operazioni sul plasma assorbe diversi ampere a circa 100 volt.

Realta è esplicita sul fatto che si tratta di poco. La potenza in gioco, dice l'azienda, basta ad accendere qualche lampadina. E traccia un confine su ciò che il risultato non è.

«Non è né una dimostrazione di produzione di elettricità netta né una conversione su larga scala della potenza nata dalla fusione direttamente in elettricità», si legge nel comunicato. WHAM funziona solo a deuterio, quindi la maggior parte dell'energia convertita viene dalla potenza immessa per riscaldare e sostenere il plasma, non dalle reazioni di fusione. Realta afferma che il passo successivo è scalare a una capacità di diversi kilowatt e in prospettiva di diversi megawatt. La formula dell'azienda è «prima farlo funzionare, poi farlo bene».

Una simile franchezza è insolita in un settore dove i comunicati spesso confondono la distanza tra una dimostrazione di laboratorio e una centrale elettrica. Significa anche che il risultato va letto come una prova di concetto ingegneristica, non come un passo verso la generazione commerciale.

Thea Energy raccoglie 100 milioni di dollari per uno stellarator

Thea Energy, con sede a Kearny, nel New Jersey, ha annunciato il 27 maggio 2026 di aver raccolto 100 milioni di dollari in un round di Serie B. Il round è stato guidato da US Innovative Technology Fund, con la partecipazione di General Innovation Capital Partners, Linse Capital, Calm Ventures, Climate Capital, Divergent Capital, Emerald Technology Ventures, Gaingels, Idemitsu Kosan, Overlay Capital, Timescale Ventures e Whatif Ventures, tra gli altri. Hanno preso parte anche investitori già presenti come Alumni Ventures, Hitachi Ventures, Lowercarbon Capital, Mercator Partners, Orion Industrial Ventures, Prelude Ventures e Starlight Ventures.

L'architettura di Thea è lo stellarator, un progetto a confinamento magnetico nato nel 2022 da Princeton University e dal Princeton Plasma Physics Laboratory. Gli stellarator sono storicamente più difficili da costruire dei tokamak perché i loro magneti richiedono forme tridimensionali complesse. Thea sostiene che il suo progetto a bobine planari sposta quella complessità dalla fabbricazione meccanica di precisione ai controlli definiti via software.

Il denaro è destinato alla capacità di produzione dei magneti, incluso un secondo impianto nel nord del New Jersey, e alla scelta del sito e alla costruzione di «Eos», un grande stellarator integrato pensato per raggiungere condizioni stazionarie paragonabili a quelle di una centrale. Thea afferma che sceglierà un sito per Eos più avanti quest'anno e raddoppierà il team. L'azienda punta a costruire il suo primo impianto, «Helios», prima della fine del decennio e dice di essere in trattative con più di una dozzina tra acquirenti di energia, hyperscaler e partner utility.

Un titolo alle spalle della raccolta: Thea afferma di essere la prima beneficiaria ad aver ottenuto dal Dipartimento dell'Energia la certificazione della tappa di progettazione preconcettuale del proprio impianto, nell'ambito del programma Milestone-Based Fusion Development dell'agenzia. Dice anche di aver costruito e messo in funzione il primo array di magneti superconduttori capace di produrre i campi magnetici complessi di cui uno stellarator commerciale ha bisogno.

Il progetto pubblico segna ancora il tempo

Di fronte a questi traguardi privati c'è ITER, il Reattore Termonucleare Sperimentale Internazionale nel sud della Francia. CNET ha riferito nel maggio 2026 che il progetto ha un costo stimato di 22 miliardi di dollari ed è progettato per contenere plasma a 150 milioni di gradi Celsius, dieci volte più caldo del nucleo del Sole, dentro una camera a vuoto a forma di ciambella.

Il problema ingegneristico è il gradiente di temperatura. Magneti superconduttori tenuti a pochi gradi sopra lo zero assoluto devono stare accanto a uno degli ambienti più caldi mai creati, separati da un sottile schermo termico. Crepe nelle tubazioni di quello schermo sono state trovate nel 2020, insieme a distorsioni della saldatura e alle interruzioni della pandemia. CNET riferisce che il risultato è stato un ritardo di anni e 5 miliardi di dollari in più per le riparazioni, mentre le startup private si moltiplicavano attorno al progetto.

I difensori di ITER sostengono che questa spesa riduce il rischio per tutti. Poiché è finanziato con fondi pubblici, la sua scienza è condivisa: ogni Stato membro, più di 30 Paesi, ha accesso a ciò che ne esce, e la sua costruzione sta creando una catena di fornitura globale per la fusione. «Ogni problema che ITER risolve è un problema in meno che le aziende private della fusione dovranno risolvere», è come CNET riassume l'argomento.

È una posizione ragionevole, ed è anche la posizione di un'istituzione sotto pressione. Le aziende private non aspettano. Helion ha un contratto con Microsoft e un impianto in costruzione. Thea ha 100 milioni di dollari e una scelta del sito da fare. Realta ha qualche lampadina di conversione dimostrata e un piano dichiarato per scalarla.

Nessuno di questi risultati è commercialmente decisivo da solo. Un record di temperatura non è una misura di guadagno, una dimostrazione di conversione diretta a 100 volt non è un generatore, e una Serie B non è una centrale elettrica. Ciò che i tre annunci mostrano insieme è un settore che ha smesso di descrivere la fusione come una prospettiva lontana e ha iniziato a pubblicare risultati ingegneristici intermedi. La rete, finora, non ne ha visto nulla.

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Fonti

4
  1. 01Helion Achieves New Fusion Energy MilestonesEN
  2. 02A look inside ITER, the world's largest fusion energy projectEN
  3. 03Thea Energy Raises $100M Series B Funding to Build Scalable Fusion Power PlantsEN
  4. 04A Fusion First: Realta Demos Direct Energy ConversionEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Sara Gallo

Sara Gallo

Scienza e salute

Sara Gallo scrive di scienza e salute per FLASH24, partendo da studi originali, comunicati di enti di ricerca e dati di agenzie sanitarie, senza fermarsi ai titoli. Per ogni articolo controlla campioni, intervalli di confidenza e conflitti di interesse, confrontando i numeri con le serie storiche di ISS ed Eurostat. Segue le revisioni sistematiche in uscita e attende i briefing del ministero della Salute, parlando con ricercatori e clinici prima di pubblicare. La sua formazione in fisica dei materiali e il telescopio che usa nel tempo libero si ritrovano nella cura con cui legge misure e immagini. Non pubblica stime senza fonte primaria.

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