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I robotaxi imparano in pubblico: Waymo richiama 4.000 auto, Tesla davanti al tribunale

Il 18 giugno 2026 Waymo ha richiamato quasi 4.000 robotaxi per impedire loro di entrare nei cantieri autostradali. È il sesto richiamo per un'azienda che dichiara oltre 170 milioni di miglia percorse in guida autonoma.

AutoAnalisiMarco BianchiPubblicato: 27 settembre 20265 min di letturaFonti 5
I robotaxi imparano in pubblico: Waymo richiama 4.000 auto, Tesla davanti al tribunale

Il richiamo riguarda l'intera flotta. Waymo ha individuato almeno 13 casi di robotaxi entrati in tratti autostradali chiusi per lavori: sei a Phoenix ad aprile, sette a San Francisco a maggio. Lo riferisce TechCrunch, citando i documenti depositati presso la National Highway Traffic Safety Administration. Il 19 maggio Waymo ha ritirato le auto da tutte le autostrade e afferma che una correzione è "attualmente in fase di sviluppo". Non ha fermato i veicoli, che continuano a circolare sulle strade urbane.

Questa è la forma del business dei robotaxi nel 2026: non un lancio, ma un calendario di manutenzione.

Guardate la sequenza. A dicembre Waymo ha richiamato i suoi robotaxi per comportamenti illegali in prossimità degli scuolabus. A maggio li ha richiamati di nuovo, dopo che le auto erano entrate in strade allagate, e ha sospeso il servizio a San Antonio, poi ad Atlanta, Dallas e Houston con l'arrivo delle tempeste in Texas. A giugno il richiamo per i cantieri autostradali. Cinque mesi, tre campagne di sicurezza, quattro città offline nel momento peggiore. L'azienda presenta ogni intervento come volontario e proattivo, e i documenti lo confermano. Ma è il susseguirsi degli eventi a contare.

I numeri della stessa Waymo spiegano perché i casi limite continuano ad arrivare. L'azienda controllata da Alphabet afferma che i suoi veicoli hanno percorso più di 170 milioni di miglia in autonomia e sostiene una riduzione di 13 volte degli incidenti con feriti gravi o peggiori rispetto ai conducenti umani. Prevede inoltre di lanciare in più di 20 città quest'anno, tra cui Londra e Tokyo. Aumentare la flotta moltiplica il numero di situazioni rare che il software incontra, e ogni nuova città porta con sé regole stradali, clima e abitudini di cantiere proprie. Un sistema che funziona a Phoenix può incontrare la sua prima alluvione improvvisa ad Atlanta.

I regolatori conducono due indagini

Sono aperte due serie di indagini. La NHTSA e il National Transportation Safety Board stanno entrambi esaminando il comportamento di Waymo in prossimità degli scuolabus. Il 15 maggio la NHTSA ha inviato a Waymo una seconda richiesta di documenti, affermando che la risposta iniziale dell'azienda "richiede che [la NHTSA] riceva ulteriori dati e informazioni"; il primo lotto di documenti era interamente oscurato per il pubblico. L'altra indagine riguarda un incidente del 23 gennaio a Santa Monica, in California, dove un robotaxi Waymo ha investito un bambino. Waymo ha dichiarato che l'auto ha frenato fino a circa sei miglia orarie prima dell'impatto e che il bambino ha riportato ferite lievi.

L'episodio dell'alluvione è istruttivo perché Waymo aveva già distribuito una correzione. Quando ha emesso il richiamo software a maggio, l'azienda ha ammesso di non aver completato un "rimedio definitivo" per le strade allagate. Ha invece rilasciato un aggiornamento che imponeva "restrizioni in orari e luoghi in cui esiste un rischio elevato di incontrare una strada allagata a velocità più alta", secondo i documenti della NHTSA. Poi un robotaxi è entrato comunque in un incrocio allagato ad Atlanta ed è rimasto bloccato per circa un'ora. Waymo ha detto a TechCrunch che la tempesta di Atlanta ha prodotto piogge così intense che l'allagamento è iniziato prima che il National Weather Service emettesse qualsiasi avviso, allerta o comunicazione di alluvione improvvisa, e che tali segnali sono tra quelli su cui si basa.

"La NHTSA è a conoscenza di questo incidente, è in comunicazione con Waymo e prenderà le misure appropriate se necessario", ha dichiarato a TechCrunch un portavoce dell'autorità di sicurezza.

Il curriculum di Tesla viene messo alla prova in un'altra sede. Un'inchiesta dell'emittente svizzera RTS, basata su una fuga di documenti interni di Tesla, afferma che l'azienda ha taciuto su migliaia di incidenti gravi che hanno coinvolto i suoi sistemi di assistenza alla guida fino al 2022, alcuni dei quali mortali. I file conterrebbero più di 2.400 reclami per accelerazioni improvvise e più di 1.000 incidenti, molti dei quali contrassegnati come "irrisolti".

Una giuria ha ordinato a Tesla di pagare più di 243 milioni di dollari di risarcimento per un incidente che ha coinvolto Autopilot; un giudice federale ha confermato la somma alla fine di febbraio dopo che Tesla aveva tentato di farla annullare, e l'azienda può ancora fare appello. RTS descrive un caso in cui i dati dell'incidente avrebbero dovuto trovarsi nella scatola nera del veicolo, ma Tesla ha detto che i dati erano corrotti, e gli esperti assunti dagli avvocati delle vittime li hanno recuperati. Il rapporto afferma che l'auto ha rilevato gli ostacoli e non ha fatto nulla per evitare la collisione, emettendo solo un avviso prima dell'impatto. Tesla ha sempre attribuito la colpa di questi incidenti ai conducenti, sostenendo che erano distratti e avevano tolto le mani dal volante contro le istruzioni. Tesla ed Elon Musk non hanno risposto alle richieste di intervista dell'inchiesta RTS, secondo l'emittente.

La questione dei dati che sta sotto

Entrambe le aziende inseguono la stessa soluzione: più dati di guida reale, e più in fretta. Uber ha annunciato a gennaio di aprire una divisione chiamata Uber AV Labs per raccogliere quei dati per i suoi più di 20 partner nel settore dei veicoli autonomi, tra cui Waymo, Waabi e Lucid Motors. Non è ancora stato firmato alcun contratto, e l'operazione è partita con una sola Hyundai Ioniq 5 il cui kit di sensori gli ingegneri stavano ancora montando, ha detto a TechCrunch Danny Guo, vicepresidente engineering di Uber.

Il CTO di Uber, Praveen Neppalli Naga, ha presentato lo sforzo come un bene pubblico in un'intervista a TechCrunch: "Il nostro obiettivo, principalmente, è democratizzare questi dati, no? Il valore di questi dati e il fatto che la tecnologia AV dei partner progredisca è molto più grande del denaro che possiamo guadagnarci".

È un'ammissione discreta di un problema del settore. Waymo gestisce veicoli autonomi in test o in servizio da un decennio, e ha comunque mancato scuolabus fermati e rampe autostradali chiuse. La risposta di Tesla allo stesso problema è stata la scala: milioni di auto dei clienti che alimentano la sua pipeline di addestramento, un approccio che Uber non può eguagliare e non cerca di eguagliare. Guo ha detto che Uber prevede di scegliere le città in base alla domanda dei partner tra le 600 in cui opera.

Ciò che i richiami e la sentenza hanno in comune è che ora il pubblico fa parte del test. Un robotaxi che entra in un cantiere a San Francisco, o un'auto la cui scatola nera si rivela recuperabile, finiscono entrambi davanti a un regolatore. Il lavoro tecnico continua. Le prove non sono più private.

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Fonti

5
  1. 01Waymo recalls nearly 4,000 robotaxis to stop them driving into highway construction zonesEN
  2. 02Waymo expands pause to four cities as robotaxis keep driving into floodsEN
  3. 03Uber launches an 'AV Labs' division to gather driving data for robotaxi partnersEN
  4. 04Comment Tesla a caché des accidents fatals pour continuer à tester la conduite autonome sur les routesEN
  5. 05Autonomous driving experts to comment on Tesla's robotaxi launch errorsEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Marco Bianchi

Marco Bianchi

Sport, auto e viaggi

Marco Bianchi si occupa di sport, auto e viaggi per FLASH24, lavorando su dati ufficiali, comunicati di squadre e costruttori e calendari federali, senza lasciar passare numeri non verificati. Per lo sport confronta statistiche di campionato con i referti e ricontrolla gli episodi VAR prima di pubblicare. Su auto e viaggi attende i listini e le prove su strada, parla con concessionari e uffici stampa e compara allestimenti e consumi dichiarati. Fuori dalla redazione segue le statistiche di campionato, le polemiche sul VAR e il basket amatoriale, spesso con lo stesso metodo applicato agli articoli. Non pubblica una classifica o un dato di gara senza averlo verificato almeno due volte.

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