Swift cade il 4 novembre, e le notizie sui telescopi che gli sopravvivono
Il Neil Gehrels Swift Observatory della NASA dovrebbe rientrare nell'atmosfera terrestre mercoledì 4 novembre, circa 22 anni dopo il lancio, dopo il fallimento di un tentativo di soccorso per portarlo su un'orbita più alta. Nella stessa settimana, i dati di James Webb sulla cometa 3I/ATLAS e nuove rivendicazioni sugli esopianeti riportano l'attenzione su ciò che i telescopi funzionanti possono e non possono dirci.
La fine è programmata, più o meno. Secondo quanto riportato da The Verge il 3 novembre, il Neil Gehrels Swift Observatory della NASA dovrebbe rientrare nell'atmosfera terrestre mercoledì 4 novembre, intorno alle 3:30 ora della costa orientale americana, con un margine di 11 ore. La maggior parte del veicolo brucerà. Alcuni componenti probabilmente no.
Swift pesa circa 3.200 libbre e misura 5,6 metri di altezza per 5,4 metri di larghezza, pannelli solari inclusi. La NASA stima in circa 1 su 2.100 la probabilità che un frammento sopravvissuto colpisca qualcuno sulla Terra. L'agenzia limita la possibile zona di caduta tra 20,6 gradi di latitudine sud e 20,6 gradi nord a causa della bassa inclinazione dell'osservatorio. L'agenzia e la US Space Force stanno ancora seguendo la discesa.
Il guasto è stato meccanico, non cosmico. A luglio la NASA aveva appoggiato un piano per spingere il telescopio più in alto con un veicolo privato. Il tentativo è fallito quando il veicolo ha avuto problemi di controllo dell'assetto, come hanno riferito sia The Verge sia ABC News. Entro il 20 ottobre Swift era decaduto a 275 chilometri ed era stato spento, nota ABC News. Questo significa che non resta alcuna propulsione per guidarlo o per scegliere dove scenderà.
Due previsioni, un oggetto incontrollato
Le previsioni sul momento del rientro non concordano, e nessuno dei due resoconti risolve la questione. ABC News, citando il programma Space Weather Operational Readiness Development finanziato dalla NASA, indica circa le 4:37 ora australiana orientale del 4 novembre con un margine di qualche ora. L'Aerospace Corporation, nello stesso articolo, indica le 20:11 ora australiana orientale del 4 novembre con un margine di 12 ore. Entrambe cadono nell'incertezza che la NASA stessa ha pubblicato.
Dove arriverà è un'altra questione, e la risposta onesta è che nessuno lo sa ancora. L'orbita attraversa l'Australia settentrionale fino a Mackay, Tennant Creek e Marble Bar. Passa anche sopra l'Africa, l'India, il Sud-Est asiatico e parti delle Americhe, riferisce ABC News. Brad Tucker dell'Australian National University ha spiegato le probabilità in termini semplici allo stesso giornale: "Se il 70 per cento della Terra è oceano, il 30 per cento è terraferma. Quindi tre volte su dieci cade sulla terra, non sull'oceano."
Swift è stato lanciato nel novembre 2004 con una missione principale di due anni per tracciare i lampi gamma. Poi ha continuato a funzionare come osservatorio multibanda generale per due decenni. Space.com ha riferito il 1 novembre che il veicolo portava tre strumenti: un Burst Alert Telescope, un X-Ray Telescope e un Ultraviolet/Optical Telescope. Il suo team operativo alla Pennsylvania State University ha inviato il comando che ha chiuso le operazioni. "Potrà non essere grande o popolare come i telescopi spaziali Hubble o James Webb, ma l'abbiamo usato per anni", ha detto Tucker ad ABC News.
"È un peccato che Swift non sia stato 'riorbitato', ma dal punto di vista del rischio di rientro è un piccolo..."
La citazione viene da Darren McKnight, senior technical fellow di LeoLabs, nell'articolo di Space.com del 1 novembre, che si interrompe in quel punto. Lo stesso articolo contiene un dato che vale la pena tenere. Ogni anno rientrano nell'atmosfera dieci volte più oggetti rispetto a cinque anni fa, spinti dalle costellazioni in orbita terrestre bassa e dai cicli di rinnovo dell'hardware. Swift è un oggetto. Non è un'anomalia.
Che cosa fanno i telescopi in funzione
La scienza più interessante di questa settimana accade altrove. Il 2 novembre Space.com ha riferito che le osservazioni del James Webb Space Telescope mostrano che la cometa interstellare 3I/ATLAS si è formata da minuscoli grani di ghiaccio mescolati a polvere. Questo la rende diversa dalle comete del nostro sistema solare ma simile per composizione ai corpi ghiacciati oltre Nettuno. La cometa è stata scoperta mentre entrava nel sistema solare nell'estate del 2025. È solo il terzo oggetto interstellare trovato, dopo 1I/'Oumuamua nel 2017 e 2I/Borisov nel 2019.
Martin Cordiner del Goddard Space Flight Center della NASA e della Catholic University of America è coautore del nuovo articolo. Guida anche il programma Webb che studia questi oggetti. In una dichiarazione citata da Space.com ha detto: "Abbiamo progettato [JWST] per essere pronto nel momento in cui fosse trovata una cometa interstellare attiva e per seguirla nel tempo." I ricercatori stimano che 3I/ATLAS si sia formata in un disco protoplanetario attorno a una giovane stella, forse tra 10 e 12 miliardi di anni fa, più del doppio dell'età del nostro sistema solare.
Il fronte degli esopianeti è più rumoroso e meno definito. Tra i titoli recenti ci sono una scoperta di Webb descritta come un esopianeta a forma di limone, l'affermazione di qualcosa di "notevolmente simile alla Terra" su un mondo vicino e la notizia di elio rilevato su LHS 1140b. Nessuna di queste storie compare per intero nei resoconti disponibili, quindi nessuno dei loro numeri appartiene a questo articolo.
Un punto più generale su come i risultati dei telescopi arrivano al pubblico regge. Il preprint su arXiv elencato il 2 novembre, sulla scoperta evolutiva con ricercatore nel ciclo di famiglie di codici quantistici assistiti dall'entanglement, è il tipo di documento primario che di solito sta dietro un comunicato stampa. Lo stesso schema vale per le rivendicazioni sugli esopianeti. L'articolo peer-reviewed o il preprint è ciò che va letto, e il titolo è un riassunto scritto da qualcun altro.
L'infrastruttura dietro i titoli
Nulla di tutto questo accade senza macchine, e le macchine hanno una settimana intensa anche loro. Ars Technica ha riferito il 2 novembre che lo Smithsonian ha completato un restauro durato sette anni e costato quasi 1.000.000.000 di dollari dell'edificio principale del National Air and Space Museum a Washington, DC. L'ultima galleria, "At Home in Space", ha aperto il 30 ottobre. La curatrice Jennifer Levasseur ha descritto la mostra come la storia del volo spaziale di lunga durata, dall'era dello shuttle a più di 25 anni di presenza umana continua sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ha detto ad Ars Technica che la tuta spaziale usata in volo esposta è "la prima e potenzialmente unica esposizione pubblica al mondo di un set completo di equipaggiamento EMU che ha volato".
Anche i robot fanno parte di questa storia. Il servizio fotografico di Space.com del 3 novembre descrive i cubi Astrobee a bordo della stazione. I primi due, Bumble e Honey, sono arrivati nel 2019, con un terzo, Queen, arrivato più tardi quell'anno. L'astronauta della NASA e comandante della Crew-13 Jessica Watkins ha scattato l'immagine nel laboratorio Kibo della stazione. Sette anni dopo, il programma è ancora in corso.
Più in là, le questioni hardware si fanno più difficili. Space.com ha riferito il 3 novembre che il numero di voli di rifornimento di Starship necessari per far atterrare astronauti sulla Luna nell'ambito di Artemis IV resta irrisolto. Un audit del Government Accountability Office del 2021 stimava fino a 16. Un membro dell'Aerospace Safety Advisory Panel ha dichiarato all'inizio di questo mese che potrebbe arrivare a 22. Elon Musk ha scritto su X che sarebbe più vicino a sei o otto. La NASA ha pubblicato una grafica che stabilisce l'ordine delle operazioni per la missione. Un razzo SLS porta quattro astronauti in una capsula Orion nell'orbita terrestre alta per attraccare al lander Starship.
C'è anche un livello commerciale. TechCrunch ha riferito il 2 novembre, citando The Washington Post, che SpaceX sta cercando di acquistare Boost Mobile da EchoStar, che ha circa 7.500.000 clienti tra Boost Mobile e Gen Mobile. Lo stesso articolo nota che SpaceX ha acquistato 17.000.000.000 di dollari di spettro wireless da EchoStar l'anno scorso. Nota anche che Boost affitta capacità da AT&T e T-Mobile, la cui approvazione potrebbe contare. Le aziende ora centrali nel lancio e nella gestione dell'hardware spaziale sono anche operatori di telecomunicazioni.
Come leggere la prossima storia sugli esopianeti
Per i lettori che cercano di seguire il fronte dei telescopi, il caso Swift offre una disciplina utile. Le affermazioni che reggono sono quelle con un documento alle spalle: un dato di decadimento orbitale, una probabilità di rientro, un articolo con autori nominati. Le affermazioni che vacillano arrivano come un solo aggettivo, "simile alla Terra" è il solito colpevole, senza massa, raggio, temperatura o misura atmosferica allegati.
Il risultato di Webb su 3I/ATLAS è un buon esempio del primo tipo. È specifico, è comparativo, ed è attribuito a un ricercatore nominato e a un programma nominato. I grani di ghiaccio della cometa assomigliano agli oggetti transnettuniani più che alle comete del sistema solare. Questo dice agli astronomi qualcosa su come il materiale condensa in altri sistemi planetari. È una scoperta modesta, enunciata con modestia, e sarà ancora vera la prossima settimana.
Swift no. Il blog della NASA riporta previsioni aggiornate, e la traccia orbitale finale si restringerà negli ultimi due passaggi, come spiega ABC News. Fino ad allora, il telescopio è un oggetto da 1.500 chilogrammi che si muove a circa 8 chilometri al secondo senza modo di essere guidato. La cosa più utile che chiunque possa dire su di esso è la probabilità che la NASA ha già pubblicato.
Fonti
9- 01A truck-sized NASA space telescope is about to crash to EarthEN
- 02NASA's Swift space telescope predicted to crash back to Earth tomorrowEN
- 03NASA's Swift space telescope is about to crash to Earth. Where will it fall?EN
- 04James Webb Space Telescope uncovers new clues about the origins of 'interstellar invader' comet 3I/ATLASEN
- 05Do we know how many Starship launches SpaceX will need to get NASA astronauts to the moon? No.EN
- 06Robot cube explores the International Space Station: Space photo of the day for Nov. 3, 2026EN
- 07"At Home in Space" opens, caps Air and Space Museum renovationEN
- 08SpaceX reportedly wants to buy Boost Mobile to compete with AT&T, T-Mobile, and VerizonEN
- 09Researcher-in-the-Loop Evolutionary Discovery of Entanglement-Assisted Quantum Code FamiliesEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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