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La task force del Baden-Wurttemberg si unisce alla spinta per ammorbidire le regole UE sulla CO2

Il 3 novembre la task force per l'automotive del Baden-Wurttemberg ha inviato al governo tedesco e alla UE un'agenda in 10 punti. Chiede una revisione profonda delle norme UE sulle emissioni dei veicoli, con obiettivi di CO2 più morbidi e crediti per i carburanti a basse emissioni di carbonio.

AutoAnalisiLuca EspositoPubblicato: 4 novembre 20263 min di letturaFonti 28
La task force del Baden-Wurttemberg si unisce alla spinta per ammorbidire le regole UE sulla CO2

I limiti UE sulle emissioni medie delle flotte e il divieto di vendere auto a combustione dal 2035 decidono quali vetture i costruttori possono vendere in Europa e cosa viene offerto agli acquirenti. La proposta franco-tedesca lascerebbe uno spazio del 10% per le auto a combustione anche dopo il 2035.

Per chi compra, la proposta potrebbe tenere in listino alcune auto a combustione dopo il 2035. Per i costruttori, ammorbidirebbe i limiti di flotta. Non è legge. Ogni modifica richiede il via libera del Consiglio e del Parlamento europeo.

L'agenda del 3 novembre della task force del Baden-Wurttemberg elenca richieste precise: limiti UE sulle emissioni di flotta più flessibili, correzioni agli obiettivi di riduzione della CO2 e crediti per materiali e carburanti a basse emissioni di carbonio. Ne fanno parte Audi, Mercedes, Daimler Truck, Porsche e Bosch, insieme a IG Metall e Gesamtmetall. Il panel si è riunito l'ultima volta lunedì pomeriggio. Il quotidiano regionale Badische Neueste Nachrichten ha riportato le richieste martedì, secondo Anadolu Ajansı. Il documento propone una categoria separata per i veicoli alimentati esclusivamente da carburanti biogenici e da carburanti sintetici a base di elettricità. Sulla regolazione delle flotte il panel è esplicito: "Siamo per gli incentivi, non per le quote rigide". Chiede inoltre investimenti in idrogeno, carburanti rinnovabili e infrastrutture di ricarica, oltre a connessioni alla rete più rapide.

La ministra dell'Economia del Land, Nicole Hoffmeister-Kraut, ha detto che le imprese hanno bisogno di condizioni sostenibili. "Servono decisioni ora, che rendano di nuovo competitiva la nostra sede", ha dichiarato al quotidiano.

Reazioni e ricadute

Le regole non si fermano ai confini della UE. In un articolo del 30 ottobre, T&E ha definito la proposta franco-tedesca un "errore storico" che indebolisce le ambizioni climatiche e l'industria automobilistica europea. Il Regno Unito adotterà gli standard Euro 7 della UE, ha riferito Autotrade.ie il 30 ottobre. Lo stesso giorno Vietnam.vn ha scritto che le regole commerciali UE minacciano la ripresa dell'industria automobilistica britannica. Il 28 ottobre Social Europe ha affermato che l'etichetta Made in Europe esclude Marocco e Turchia.

La proposta franco-tedesca dietro le richieste

Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto al Salone di Parigi il 12 ottobre che un accordo sulla politica automobilistica UE era imminente. La Francia lo stava finalizzando con la Germania, ha aggiunto. La Germania vuole allentare gli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 per i costruttori. Cerca anche di ammorbidire il divieto UE sulla vendita di nuove auto a combustione dal 2035. La proposta centrale consentirebbe alle auto a combustione di arrivare fino al 10% delle vendite totali di auto nuove anche dopo il 2035. In cambio, la Francia sembra destinata a ottenere sostegno per concentrare sussidi pubblici e contratti di appalto per veicoli elettrici e batterie sui produttori dentro la UE.

Due paesi non possono cambiare da soli il diritto UE. Le modifiche richiedono l'approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo.

Perché Bruxelles è cauta

Dietro la spinta c'è la Cina. Secondo ACEA, il 20% dei veicoli elettrici a batteria venduti nella UE l'anno scorso era prodotto in Cina. JATO Dynamics ha calcolato una quota di mercato europea delle marche cinesi del 5,1% nel primo semestre dell'anno scorso, in crescita dal 2,7% nel primo semestre del 2024. Le loro vendite sono aumentate del 91% nello stesso periodo. La UE ha risposto con barriere commerciali, a partire da un'inchiesta antisovvenzioni sui veicoli elettrici di produzione cinese avviata nel 2023.

Cosa succede ora

La task force vuole decisioni immediate. Qualsiasi modifica alle norme UE sui veicoli richiede comunque l'approvazione del Consiglio, che rappresenta gli Stati membri, e del Parlamento europeo.

La proposta franco-tedesca non è ancora una proposta formale della UE. Resta aperto se Bruxelles adotterà la deroga del 10%.

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Fonti

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  1. 01German auto task force demands EU emissions rethink as industry crisis deepensEN
  2. 02Easing combustion-engine car rules and favoring European-made vehicles: EU moves to defend against Chinese automakers' market gainsEN
  3. 03Franco-German car deal a 'historic mistake' that weakens climate ambition and Europe's car industryEN
  4. 04Britain to adopt EU's Euro 7 emissions standardsEN
  5. 05EU trade regulations threaten the recovery of the UK automotive industryEN
  6. 06Europe's Made in Europe Label Shuts Out Morocco and TurkeyEN
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Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Luca Esposito

Luca Esposito

Sport, auto e viaggi

Luca Esposito si occupa di sport, auto e viaggi per FLASH24, con un metodo basato su fonti dirette: comunicati ufficiali, cronometraggi e dati tecnici delle case automobilistiche. Per le gare verifica tempi e distacchi sulle classifiche federali, mentre per i veicoli confronta schede tecniche e consumi omologati. Sente regolarmente meccanici, piloti e addetti stampa, e in calendario attende i saloni dell'auto e le grandi corse a tappe. Segue anche auto elettriche, riparazioni in garage e tratte ferroviarie europee, temi che ritornano spesso nei suoi articoli. Non pubblica numeri o anteprime senza una seconda conferma indipendente.

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