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Couche-Tard ritira l'offerta da 46 miliardi di dollari per Seven & i dopo un anno di trattative

Alimentation Couche-Tard ha ritirato l'offerta da 46 miliardi di dollari per Seven & i Holdings, chiudendo un anno di trattative per comprare il proprietario della catena 7-Eleven. L'azienda canadese ha attribuito la decisione alla mancanza di un confronto costruttivo da parte del consiglio del rivenditore giapponese.

EconomiaNotiziaDott. Elena RicciPubblicato: 5 novembre 20263 min di letturaFonti 6
Couche-Tard ritira l'offerta da 46 miliardi di dollari per Seven & i dopo un anno di trattative

La più grande rete di minimarket del Giappone resta in mani giapponesi. Per i franchisee 7-Eleven non cambia il proprietario, e sfuma quella che sarebbe stata la più grande acquisizione straniera nella storia del paese. Per gli azionisti, ora la prova è se le cessioni e il riacquisto di azioni di Seven & i riusciranno a valere più dei 46 miliardi di dollari sul tavolo.

Un anno di trattative finito con una lettera

La lettera di Couche-Tard al consiglio di Seven & i è stata diretta. Diceva che non c'era stato "alcun confronto sincero o costruttivo da parte di Seven & i che potesse favorire l'avanzamento di una qualsiasi proposta".

Couche-Tard ha accusato Seven & i di aver ostacolato la due diligence e di aver impostato gli incontri in modo rigido. Secondo la società canadese, il rivenditore ha rallentato il processo e ha fornito informazioni minime, in gran parte già pubbliche. Seven & i si è detta delusa dalla decisione. Ha respinto quelle che ha definito le "numerose rappresentazioni errate" di Couche-Tard e ha indicato nella propria ristrutturazione la via per creare valore per gli azionisti. Il titolo Seven & i è sceso di oltre il 9 per cento dopo il ritiro.

L'offerta ritirata

Il prezzo era salito prima di sparire. Couche-Tard aveva aperto a 39 miliardi di dollari nell'agosto 2024 e poi alzato l'offerta a 46 miliardi. Resoconti precedenti indicavano un'offerta da 47 miliardi.

Il nodo era la struttura. Couche-Tard proponeva di comprare le attività internazionali di Seven & i lasciando le operazioni giapponesi in parte sotto il controllo di Seven & i, e le due parti non hanno mai trovato un accordo su questo punto. In gioco c'era la scala: Couche-Tard gestisce più di 16.800 negozi in 31 paesi, e un accordo con Seven & i avrebbe potuto aggiungere 85.800 punti vendita a quella rete. Seven & i gestisce più di 80.000 negozi 7-Eleven in 20 paesi e regioni.

Cosa resta a Seven & i

Seven & i si era preparata a questa battaglia. Ha nominato l'amministratore esterno Stephen Dacus amministratore delegato dal 27 maggio 2025.

Il pacchetto difensivo è una scissione più un riacquisto di azioni. Seven & i ha accettato di vendere la sua divisione supermercati a Bain Capital per 814,7 miliardi di yen, circa 5,50 miliardi di dollari. Ha annunciato che ridurrà la quota in Seven Bank sotto il 40 per cento. Riacquisterà circa 2 trilioni di yen di azioni fino all'esercizio 2030 e quoterà la controllata nordamericana dei minimarket entro la seconda metà del 2026. Dacus ha detto che gli azionisti non vorrebbero restare "due anni e più nel limbo solo perché poi i tribunali statunitensi respingono tutto". Il tentativo rivale di buyout della famiglia fondatrice Ito è crollato dopo che non è riuscito a ottenere finanziamenti per un importo indicato in 58 miliardi di dollari.

La pressione accumulata

Non tutti si aspettavano l'accordo. A novembre 2024, dopo la comparsa della proposta della famiglia Ito, l'analista di RBC Capital Markets Irene Nattel aveva definito un'intesa tra Couche-Tard e Seven & i un "evento a bassa probabilità".

Le pressioni sono arrivate anche dall'interno del Giappone. Il 3 marzo 2025 l'amministratore delegato di Itochu, Masahiro Okafuji, ha detto che Seven & i "deve aumentare il proprio valore" o sarebbe stata rilevata da Couche-Tard. Sosteneva che un proprietario straniero avrebbe chiuso i punti vendita in perdita nelle zone spopolate.

Cosa succede adesso

La prova più vicina è la quotazione. Seven & i puntava alla seconda metà del 2026 per collocare in borsa la controllata nordamericana dei minimarket.

Ora Seven & i deve dimostrare che il suo piano autonomo vale più dell'offerta da 46 miliardi di dollari. La lettera di Couche-Tard non lasciava intravedere un nuovo approccio. Nessuna delle due società ha detto se Couche-Tard tornerà con una nuova proposta.

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Fonti

6
  1. 01Couche-Tard withdraws $46 billion bid for Seven & i, citing lack of cooperationEN
  2. 02Japan's Seven & i announces restructuring, new CEO to fend off $47 billion takeover bidEN
  3. 03Itochu CEO urges Seven & i to boost value to head off takeover bidEN
  4. 04Japanese owner of 7-Eleven receives another offer to rival Couche-Tard bidEN
  5. 05Couche-Tard to expand European footprint with $8.7-billion purchase of Polish retailer Zabka - The Globe and MailEN
  6. 06Seven-Eleven’s global footprint shrinks as chain bows out of India - 朝日新聞EN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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