La stretta energetica europea: carburanti più cari, rincari degli inverter e lo choc del fotovoltaico
In Australia il prezzo medio nazionale della benzina è salito di oltre 10 centesimi al litro la scorsa settimana, a 237,5 centesimi al litro, e il diesel di più di 13 centesimi a 286,7 centesimi al litro, secondo l'Australian Institute of Petroleum. Le interruzioni dell'approvvigionamento globale di petrolio spingono in alto i costi per industria e famiglie.

Il balzo, riportato da The Guardian lunedì, arriva mentre gli economisti collegano i recenti aumenti del prezzo del greggio al conflitto in corso tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran e agli attacchi ucraini alle raffinerie russe. La Reserve Bank of Australia dovrebbe alzare il tasso di riferimento dal 4,25% al 4,6% nella riunione di martedì, il quarto aumento quest'anno. Shane Oliver, capo economista di AMP, ha avvertito che i prezzi della benzina potrebbero superare i 2,70 dollari al litro. Per i produttori europei la pressione è nota. Costi del carburante più alti si riversano direttamente su trasporti, logistica e bilanci di produzione. Alle banche centrali, che valutano aumenti dei tassi per contenere l'inflazione, resta poco margine per assorbire lo choc.
pv magazine ha riferito il 25 settembre che il produttore cinese di inverter Growatt aumenterà i prezzi di inverter stringa, inverter ibridi e per accumulo, armadi di accumulo commerciali e industriali e sistemi di accumulo residenziali di circa il 5%-10% dall'8 ottobre. L'azienda ha attribuito la decisione ai maggiori costi delle materie prime, all'offerta più tesa di alcuni componenti chiave e all'aumento delle spese di produzione. La mossa segue Sungrow, che aveva già applicato incrementi di circa il 5%-15% su diverse categorie di inverter solari dal 20 settembre. Insieme, i due rincari indicano che nemmeno la filiera dell'energia pulita è immune alla spinta sui costi.
Moduli solari e il dazio della Sezione 232
Negli Stati Uniti il quadro è ancora più netto. Anza, società di dati e analisi su solare e accumulo energetico, prevede un balzo di almeno il 40% dei prezzi dei moduli solari statunitensi. Il 4 dicembre entra infatti in vigore un dazio del 15% della Sezione 232 sulle importazioni di prodotti in polisilicio, come riportato da pv magazine il 26 settembre. Il dazio, applicato dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, segue la conclusione del Segretario al Commercio secondo cui quantità e circostanze delle importazioni di polisilicio minacciano la sicurezza nazionale americana. Anza riferisce che il prezzo mediano dei moduli importati era di 0,27 dollari/W prima del proclama del 7 agosto e oggi è di 0,38 dollari/W per consegne dopo il 4 dicembre, tra i fornitori che hanno riprezzato: un aumento di oltre il 40%. Al 9 settembre, il 55% dei fornitori attivi sulla sua piattaforma applicava prezzi comprensivi della Sezione 232, coprendo il 65% dei moduli presenti. Sulle quotazioni in cui Anza può confrontare lo stesso SKU e le stesse condizioni contrattuali, i prezzi sono saliti di circa il 15%.
"Gli sviluppatori devono capire cosa è disponibile ora, a quale prezzo e a quali condizioni, e muoversi rapidamente sulla strategia più sensata per il loro progetto", ha dichiarato Aaron Hall, presidente di Anza. La Solar Energy Industries Association riferisce che gli Stati Uniti hanno attualmente 75,3 GW di capacità produttiva di moduli, sufficiente, secondo l'associazione, a coprire la domanda attuale del mercato.
In Europa il quadro è più misto. Tom's Hardware ha riferito il 25 settembre che ASML, la maggiore società europea per capitalizzazione di mercato con circa 660 miliardi di dollari, non ha venduto alcuna apparecchiatura per litografia in Europa nel 2026. "Non vendiamo assolutamente nulla in Europa", ha detto Frank Heemskerk, vicepresidente esecutivo per gli affari pubblici di ASML, intervenendo a un panel al De Balie nei Paesi Bassi. "Perché l'Europa non investe e perché in Europa non si costruiscono fabbriche di chip. È davvero preoccupante." L'Europa ha rappresentato l'1% dei ricavi di ASML nel 2025, il 5% nel 2024, il 4% nel 2023 e il 2% nel 2022, secondo le presentazioni agli investitori dell'azienda. Nei primi due trimestri del 2026 l'Europa ha pesato per lo 0% dei ricavi di ASML, secondo i suoi report sugli utili. Heemskerk ha chiesto alle autorità europee di aiutare ad aggregare e garantire la domanda di chip prodotti in Europa, sostenendo che i soli sussidi al capitale non hanno funzionato.
Finanziamenti per l'elettrificazione e resistenza rurale
Parte del denaro europeo si muove ancora. Tech.eu ha riferito il 25 settembre che Fortum, società energetica nordica, è entrata in Norrsken Evolve come limited partner, investendo attraverso il braccio dedicato a innovazione e venture. L'impegno segue la chiusura finale del fondo da 62 milioni di euro di Norrsken Evolve, sottoscritto in eccesso, avvenuta quest'estate. Norrsken Evolve è un fondo pre-seed che finora ha sostenuto oltre 80 società, il 75% delle quali ha poi raccolto investimenti successivi.
"Il sistema energetico del futuro si costruirà con innovazione più rapida e collaborazione più stretta tra imprenditori, investitori e industria", ha detto Gustav Eilertsen, vicepresidente per innovazione e venture di Fortum. "Con questa partnership rafforziamo il legame con la prossima generazione di aziende che sviluppano soluzioni per l'elettrificazione, la flessibilità, la decarbonizzazione industriale e altre sfide energetiche critiche."
L'investimento di Fortum si affianca alla più ampia spinta di Norrsken a rendere l'Europa il primo elettrocontinente del mondo con la campagna Electro Union, un appello aperto all'UE perché si impegni a raggiungere il 50% di elettrificazione dei consumi finali di energia entro il 2040. L'obiettivo resta lontano, e il clima politico intorno all'energia pulita negli Stati Uniti mostra quanto in fretta lo slancio possa invertirsi.
Canary Media ha riferito il 24 settembre che Tim Pawlenty, ex governatore repubblicano del Minnesota per due mandati, ha assunto a giugno la presidenza e la direzione di Solar Energy Industries Association. "Lo stato attuale è relativamente desolante", ha detto Pawlenty del peso politico del solare a Washington, in un'intervista sul palco del summit Climate Week NYC di Canary Media. "Ma in politica nulla resta uguale, e c'è speranza in quello che verrà." Pawlenty sostiene che il settore debba spingere per politiche con un sostegno bipartisan duraturo invece di oscillare con i cicli politici. Ha indicato anche la sicurezza nazionale come argomento di vendita: "L'Iran non può bloccare il sole, quindi se ti occupi di sicurezza nazionale, come me, apprezzi le cose che l'Iran non può bloccare, né la Corea del Nord, né la Cina, né la Russia, né gli altri che vogliono farci del male."
Come ha riferito Canary Media il 25 settembre, l'87% della generazione di energia pulita negli Stati Uniti è avvenuta in aree rurali fino allo scorso anno, secondo un'analisi di Rural Climate Partnership. Oltre il 60% delle contee con restrizioni sui progetti di energia rinnovabile è rurale, secondo un'analisi di Daily Yonder e Canary Media su dati di USA Today e del Sabin Center for Climate Change Law della Columbia University. L'amministrazione Trump ha smantellato il Rural Energy for America Program, mentre il solare su scala utility occupa appena lo 0,07% dei terreni agricoli statunitensi.
Sul fronte della generazione, The Register ha riferito il 25 settembre che Fervo Energy, fornitore di sistemi geotermici potenziati sostenuto da Google, ha prodotto i primi kilowatt nella sua centrale di Cape Station, nella contea di Beaver, nello Utah. Il primo di tre GeoBlock da 33 MW ha iniziato a fornire elettricità alla rete e dovrebbe entrare in esercizio commerciale la prossima settimana, con altri 66 MW attesi in linea entro Capodanno. Fervo afferma che la centrale potrebbe arrivare a più di 4 gigawatt. L'espansione conta perché i datacentre stanno incontrando i limiti della rete. Google ha anche accettato di acquistare energia dalle operazioni geotermiche concorrenti di Ormat Technologies, e Meta ha stretto una partnership con Sage Geosystems nel 2024 per un massimo di 150 MW. Il think tank Rhodium stima che la geotermia potrebbe coprire fino al 64% della domanda dei datacentre entro la fine del decennio, anche se quei centri dati potrebbero finire per pagarla con un premio del 20%.
Per l'industria europea il filo comune è il costo. I prezzi dei carburanti salgono, i moduli solari diventano più cari negli Stati Uniti e il maggiore produttore tecnologico del continente non vende nulla in casa. I soldi per l'elettrificazione continuano a circolare, ma il lato della domanda resta il problema più difficile.
Fonti
7- 01Australia news live: fuel prices rise ahead of interest rate decisionEN
- 02Chinese PV Industry Brief: Growatt raises inverter, battery prices by up to 10%EN
- 03Anza expects at least a 40% spike in U.S. solar module prices after Section 232EN
- 04ASML says it sold 'absolutely nothing' in Europe in 2026EN
- 05Fortum backs Norrsken Evolve's €62M fund to accelerate Europe's electrificationEN
- 06Meet the solar industry's new Republican evangelistEN
- 07The challenges and opportunities of clean energy in rural AmericaEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
Commenti
0- Nessun commento — sii il primo.