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Francia e Germania propongono l'accesso del Regno Unito a Made in Europe se Londra allinea i dazi sulla Cina

Francia e Germania hanno proposto di ammettere i costruttori britannici nello schema Made in Europe dell'UE, che lega sussidi e appalti pubblici al contenuto locale, a condizione che Londra allinei i propri dazi a quelli del blocco sulla Cina. Lo riferisce una bozza vista dal Financial Times.

AutoAnalisiMarco BianchiPubblicato: 6 novembre 20264 min di letturaFonti 24
Francia e Germania propongono l'accesso del Regno Unito a Made in Europe se Londra allinea i dazi sulla Cina

La bozza

La proposta, contenuta in una bozza di accordo vista dal FT, estenderebbe l'ammissibilità oltre i 27 Stati membri dell'UE ad "altri partner europei che facevano parte del mercato interno dell'UE il 1 gennaio 2020". Così i costruttori britannici rientrerebbero nelle regole pensate per limitare l'accesso a sussidi e appalti pubblici alle imprese europee, parte del proposto Industrial Accelerator Act. Giappone, Corea del Sud e Turchia, che hanno anch'essi chiesto l'accesso per i propri costruttori, resterebbero fuori.

La condizione è esplicita: la Gran Bretagna dovrebbe adottare "misure di protezione commerciale dell'UE", compresi i dazi sulle auto elettriche cinesi. Il testo non è definitivo. Arriva dopo mesi di colloqui tra Parigi e Berlino sul futuro dell'industria automobilistica europea, comprese le norme sui motori a combustione e il trattamento preferenziale per veicoli e batterie di produzione europea. La Germania ha spinto per includere il Regno Unito e altri partner commerciali; la Francia sosteneva un approccio più rigido, limitato ai soli membri UE.

Perché la condizione sui dazi conta

La Gran Bretagna applica il dazio standard del 10% sulle auto di produzione cinese, elettriche o no, senza alcuna aggiunta specifica per la Cina. Il dazio complessivo dell'UE arriva fino al 45,3% a seconda del costruttore. Con quel sistema, BYD paga un dazio aggiuntivo del 17%, Geely del 18,8% e SAIC del 35,3% oltre al 10% standard, secondo quanto riportato da Fleet News. I dazi UE si applicano solo alle elettriche costruite in Cina, quindi le auto dello stabilimento ungherese che BYD ha in programma ne sarebbero escluse.

I marchi cinesi si sono espansi rapidamente nel Regno Unito, dove non affrontano i dazi aggiuntivi dell'UE. A settembre hanno conquistato il 23% delle vendite di auto nuove britanniche, secondo Bloomberg. La Jaecoo 7 è stata il modello nuovo più venduto del Paese quel mese, con 10.814 immatricolazioni davanti a Tesla Model 3 e Ford Puma, secondo Fleet News.

I dazi non hanno fermato l'avanzata altrove. I modelli cinesi hanno rappresentato il 14,2% delle elettriche vendute nell'Europa occidentale tra gennaio e maggio 2026, circa una su sette, nonostante i dazi UE in vigore dal 2024, secondo i dati di Schmidt Automotive Research citati da The Diplomat.

La risposta di Londra

Un funzionario del governo britannico ha dichiarato: "Questa è una proposta franco-tedesca e c'è ancora un processo europeo da completare, ma se confermata accogliamo con favore l'obiettivo di includere il Regno Unito" in Made in Europe, definendola una buona notizia per l'industria automobilistica britannica.

Il ministro del Commercio Anas Sarwar ha detto che Gran Bretagna e UE devono "lavorare insieme e agire all'unisono" per contrastare il dominio cinese nella costruzione di auto, osservazioni che Politico ha descritto come il segnale più chiaro finora che Londra è pronta ad allinearsi. Il ministro delle Imprese Jonathan Reynolds ha detto che dazi più alti sulle elettriche cinesi sono "in esame". Il governo afferma che non sono stati introdotti nuovi dazi e che non è stata presa alcuna decisione definitiva.

Il Times ha riferito il 4 ottobre che il Regno Unito si preparava a imporre prelievi per soddisfare la richiesta dell'UE. I funzionari hanno valutato una possibile ritorsione cinese contro Jaguar Land Rover, ma hanno giudicato più dannosa l'esclusione da Made in Europe, secondo il giornale.

La reazione del settore

Mike Hawes, amministratore delegato della SMMT, ha definito non confermate le notizie sulle restrizioni commerciali e ha detto che qualsiasi valutazione del genere dovrebbe basarsi su prove e seguire le procedure previste. Il professor David Bailey dell'Università di Birmingham ha detto al Mirror che i dazi rallenterebbero, non fermerebbero, l'avanzata cinese, e che i costruttori potrebbero assorbire gran parte del costo per proteggere la propria quota di mercato.

Alcuni marchi cinesi dicono che i loro piani di investimento restano invariati. "I dazi vanno e vengono, ma non cambieranno il nostro investimento nel Regno Unito", ha detto ai giornalisti Victor Zhang, amministratore delegato per il Regno Unito di Jaecoo e Omoda. "Siamo qui per restare."

Le industrie automobilistiche britannica e UE hanno sostenuto che escludere i costruttori britannici sconvolgerebbe filiere altamente integrate. I costruttori britannici affrontano già una concorrenza cinese più forte e dazi statunitensi più alti, che hanno contribuito a tagli significativi della produzione.

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Fonti

24
  1. 01UK car sector could join EU's 'Made in Europe' scheme under China conditionEN
  2. 02China's Green Exports to Europe Are a Bright Spot Amid Trade TensionsEN
  3. 03UK expected to follow EU with China EV tariffs, report saysEN
  4. 04Chinese electric cars could face 'end of easy ride' as UK 'reviews' tariffs under EU dealEN
  5. 05UK expected to follow EU with tariffs on Chinese EVs, Times saysEN
  6. 06UK expected to follow EU with tariffs on Chinese EVsEN
  7. 07UK is prepared to align with EU tariffs on Chinese EVs, minister indicatesEN
  8. 08UK weighs Chinese car tariffs as fleet demand for EVs surgesEN
  9. 09Can Britain really afford to diverge from EU tariffs on Chinese EVs?EN
  10. 10UK expected to follow EU with tariffs on Chinese EVs, Times saysEN
  11. 11Nvidia CEO Jensen Huang summoned by Congress over Chinese espionage concernsEN
  12. 12Chinese PV Industry Brief: JA, Longi, Tongwei report widening lossesEN
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Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Marco Bianchi

Marco Bianchi

Sport, auto e viaggi

Marco Bianchi si occupa di sport, auto e viaggi per FLASH24, lavorando su dati ufficiali, comunicati di squadre e costruttori e calendari federali, senza lasciar passare numeri non verificati. Per lo sport confronta statistiche di campionato con i referti e ricontrolla gli episodi VAR prima di pubblicare. Su auto e viaggi attende i listini e le prove su strada, parla con concessionari e uffici stampa e compara allestimenti e consumi dichiarati. Fuori dalla redazione segue le statistiche di campionato, le polemiche sul VAR e il basket amatoriale, spesso con lo stesso metodo applicato agli articoli. Non pubblica una classifica o un dato di gara senza averlo verificato almeno due volte.

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